Vescovi Triveneto: conclusa la “due giorni” a Venezia. Mons. Battocchio, “conversione delle relazioni per comunità generative”. Mons. Dianin, “centrale l’incontro con Gesù”

La “due giorni” di aggiornamento delle diocesi del Nordest, riunite a Venezia per riflettere su “Comunità cristiane generative: inquietudini e speranze” , si è svolta sotto l’eco delle domande poste da Papa Leone XIV al recente Concistoro: “Chiediamoci: c’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?”. Un interrogativo che ha guidato vescovi, sacerdoti, religiosi e laici nel confronto sulla capacità delle comunità cristiane di rigenerarsi e introdurre alla fede.
Tra i temi emersi, la centralità delle relazioni “belle, positive, gioiose, significative”, la necessità di una conversione continua e il coraggio di lasciare ciò che non è più essenziale, insieme all’urgenza di una spiritualità evangelica nutrita da preghiera, Eucaristia, Parola e carità fraterna. Ampio spazio è stato dedicato alla realtà giovanile. Paola Bignardi ha ricordato che, sebbene solo il 32,7% dei giovani oggi si definisca cattolico, non significa che siano lontani dal senso religioso: “Non sono increduli e non rifiutano Dio e la Chiesa. Coltivano il sogno di una Chiesa come un posto dove ci si trova bene, una casa dialogica, calda, aperta e inclusiva… Si fanno domande sulla morte, sulla vita, sul loro futuro”. Sabino Chialà ha richiamato la necessità di “ricostruire il tessuto connettivo e relazionale delle comunità”.
Il vescovo di Vittorio Veneto Riccardo Battocchio ha collegato il Cammino sinodale alla costruzione di comunità generative, indicando una conversione “dei legami e delle relazioni” e invitando le Chiese del Triveneto a una maggiore condivisione pastorale. Nelle conclusioni, mons. Giampaolo Dianin, vescovo di Chioggia, ha richiamato l’urgenza di comunità essenziali, capaci di accompagnare giovani e famiglie: “Ci deve interessare l’incontro appassionato con Gesù… Non bisogna temere di stare dentro alle questioni del lavoro, della famiglia, della scuola e della cultura… È importante non avere paura delle soglie e dei cammini di ciascuno”. Infine un richiamo alle parole del Papa: “La fedeltà di Dio ci stupirà ancora”.

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