Repubblica Dominicana: nel 2025 “deportati” 380 mila haitiani. La denuncia del missionario Gullón, “25 bambini ‘rapiti’ e tenuti per 20 ore in un camion, senza acqua e cibo”

380 mila migranti, nella quasi totalità haitiani irregolari “deportati” nel 2025, con una media di oltre persone al giorno, mantenuta anche all’inizio del 2026. Sono i numeri forniti dalle autorità della Repubblica Dominicana. Un pugno di ferro, spesso criticato da istituzioni internazionali e ong, che, spesso, non guarda a bambini e donne incinte. Una conferma giunge dall’allarme che viene lanciato, anche attraverso il Sir, da padre Miguel Ángel Gullón Pérez, missionario domenicano a El Seibo, che racconta: “Risuonano ancora le lacrime dei 25 bambini e bambine che sono stati rapiti dalle loro case alle 2 del mattino del 9 gennaio, nel quartiere di Villa Guerrero, a Santa Cruz de El Seibo. Alcuni bambini, per conforto di alcune persone, sono stati portati via insieme ai loro genitori, per motivi di riunificazione familiare, ma altri no. Tutti sono stati portati lontano dalla terra che li ha visti nascere, dalla casa dove vivevano serenamente, dalla scuola che ha insegnato loro ad amare, dalla chiesa che mostrava loro un Gesù amico dei bambini”.

Prosegue il missionario: “Il ‘camion’, questa volta, era più inospitale e disumano. Aveva solo delle finestrelle coperte da plastica nera in alto, nemmeno il grande finestrino posteriore con le sbarre che permetteva di respirare e vedere la luce. Più di 20 ore prima di essere depositati nel centro di detenzione di Haina senza accesso a un bicchiere d’acqua o al cibo. C’era un bambino di un anno, senza la mamma. Non era nemmeno permesso loro di scendere per andare in bagno… Anche i camion che trasportano animali hanno una normativa che li obbliga ad avere ventilazione, acqua, spazio, ecc”. Gli sforzi del vescovo locale, mons. Jesús Castro, “hanno permesso solo di liberare una giovane mamma con il suo bambino in braccio e la sua bambina pallida per le tante ore trascorse in quell’inferno chiuso. Mi chiedevo: dove fossero i familiari dei sequestrati? Certo, non potevano venire per paura di essere essi stessi intercettati e arrestati”.

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