1.300 persone provenienti da tutti i settori della società e della Chiesa messicana si riuniranno a Guadalajara, capitale dello Stato messicano di Jalisco, per partecipare al Secondo Dialogo nazionale per la pace, dal 30 gennaio al 1° febbraio. In una conferenza stampa tenutasi ieri nella sede della Conferenza episcopale messicana (Cem), gli organizzatori hanno sottolineato che questo secondo incontro rappresenta la richiesta più ampia e organizzata che la società civile abbia mai presentato ai cittadini e allo Stato messicano in un momento storico in cui il Paese si trova di fronte alla scelta tra continuare a gestire la violenza o costruire una pace sostenibile e territoriale. Alla conferenza stampa hanno partecipato, tra gli altri, mons. Héctor M. Pérez Villarreal, segretario generale della Cem; padre Jorge Atilano González Candia, SJ, direttore esecutivo del Dialogo nazionale per la pace; padre Luis Gerardo Moro Madrid, provinciale della Compagnia di Gesù in Messico. Durante la conferenza stampa è stato ricordato che l’omicidio dei sacerdoti gesuiti Javier Campos e Joaquín Mora, insieme alla guida turistica Pedro Palma a Cerocahui, Chihuahua, nel giugno 2022, sommato alle centinaia di migliaia di omicidi e sparizioni nel Paese, ha dato il via al più grande movimento di ascolto nella storia recente del Messico: oltre mille forum in tutto il territorio nazionale che hanno documentato più di 20 mila voci di vittime, comunità indigene, giovani, imprenditori, accademici, chiese e organizzazioni civili.
Il Secondo Dialogo nazionale per la pace segna un cambiamento radicale: non ci si chiede più cosa sta succedendo, ma si cerca di responsabilizzare ogni attore per ciò che gli compete. Nel corso di tre anni sono state costituite 26 squadre locali con visioni plurali in grado di generare dialogo, incontro e progetti concreti. Dall’Agenda Nazionale per la Pace derivano 14 azioni locali che rappresentano una scommessa sulla corresponsabilità: sostegno alle vittime, creazione di spazi di dialogo, educazione alla pace, cura dell’ambiente, partecipazione dei cittadini e giustizia riparativa, tra le altre. L’incontro riunirà: 320 membri di gruppi statali provenienti da 32 stati, 160 rappresentanti di comuni pionieri, 40 vescovi e 75 sacerdoti (uno per diocesi), 210 laici provenienti da 70 diocesi, compresi i giovani, 70 gesuiti della Provincia del Messico, 100 giovani universitari, 50 imprenditori, 50 vittime costruttrici di pace, 50 membri di altre confessioni religiose, 50 organizzazioni della società civile, 40 religiosi e religiose, 30 rappresentanti universitari, 20 membri di governi locali, 20 esperti, 20 intellettuali e analisti sociali, tra gli altri.