Israele: ministero del Turismo, nel 2025 ci sono stati 1,3 milioni di arrivi turistici internazionali. “Dall’Italia segnali concreti di ripresa”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Si è chiuso con un totale di 1,3 milioni di arrivi turistici internazionali il 2025 per Israele. È il dato che emerge dal bilancio dello scorso anno redatto dal ministero del Turismo di Israele che mostra, nonostante una complessa situazione, una “ripresa del turismo incoming, il rafforzamento del turismo domestico e l’implementazione di riforme strutturali a sostegno dell’intero comparto”. Secondo il ministero “i principali mercati di provenienza sono stati gli Stati Uniti (400.000 arrivi), seguiti da Francia (159.000) e Regno Unito (95.000), che insieme rappresentano circa il 55% del turismo incoming. La motivazione principale del viaggio resta la visita a parenti e amici, mentre il livello di soddisfazione si conferma molto elevato: l’88% dei visitatori ha dichiarato un alto grado di soddisfazione e l’83% consiglierebbe Israele come destinazione per un viaggio”. Per Kalanit Goren, direttrice dell’Ente nazionale del Turismo israeliano, “il mercato italiano mostra segnali incoraggianti e concreti di ripresa. L’interesse verso Israele resta alto e costante: l’Italia si conferma un mercato storicamente molto attento, informato e sensibile al valore culturale, spirituale e identitario della destinazione”. “Stiamo registrando – aggiunge – una rinnovata attenzione da parte degli operatori e dei viaggiatori, con un dialogo che sta progressivamente tornando a essere fluido e progettuale. In vista del 2026, pellegrinaggi e turismo culturale rappresentano due asset fondamentali su cui costruire il rilancio: segmenti solidi, profondamente radicati nel mercato italiano, capaci di generare flussi qualificati e di lungo periodo, e di raccontare Israele nella sua dimensione più autentica e universale”. Il 2025 è stato anche un anno di investimenti e di riforme nel settore turistico: lo scorso anno sono stati approvati oltre 180 milioni di Nis (shekel, valuta israeliana, ndr.) di incentivi per la realizzazione di 2.050 nuove camere d’albergo, mentre altri 174 milioni di Nis sono stati destinati a progetti di infrastrutture turistiche pubbliche promossi dalle autorità locali. A ciò si aggiungono 175 milioni di Nis per il ripristino delle strutture che hanno ospitato ‘evacuati’ per lunghi periodi, con l’obiettivo di riportarle alla piena operatività turistica. Il ministero adesso guarda “con fiducia al 2026, sostenuto da un dialogo costante con tour operator, agenti di viaggio e stakeholder dei principali mercati esteri. Per il Ministro del Turismo Haim Katz, “con la riduzione degli avvisi di viaggio e l’aumento della disponibilità di voli, il 2026 è atteso come un anno di ripresa. I dati sugli arrivi sono incoraggianti e la domanda da parte dei mercati chiave, resta solida. Il Ministero continuerà a investire nel marketing, nell’ampliamento dell’offerta alberghiera e nel miglioramento dell’esperienza turistica”. Sarà, infine, intensificato l’impegno nell’ambito dell’intelligenza artificiale, “vero e proprio motore strategico di crescita”, promuovendo la creazione di una comunità di innovazione tecnologica per il turismo, con l’obiettivo di mettere in relazione start-up e imprese del settore.

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