Natuzza Evolo: Cosenza, presentata l’opera teatrale “Fortunata di Dio”

È stata presentata a Cosenza, al Palazzo della Provincia, l’opera teatrale “Fortunata di Dio” sulla vita della mistica Natuzza Evolo che andrà in scena in Prima Assoluta il 23 e 24 maggio al Teatro Rendano della città bruzia. Presenti il regista Andrea Ortis e il produttore Ruggero Pegna, autori della sceneggiatura, il maestro Francesco Perri, compositore delle musiche, e l’attrice Annalisa Insardà, che interpreterà Natuzza Evolo. Al progetto partecipano, oltre ad Ortis, Gianmario Pagano e il giornalista Pino Nano. L’Opera si svilupperà su vari binari narrativi e vuole essere una nuova testimonianza su Natuzza Evolo con il linguaggio e le emozioni del teatro; un progetto che porta in scena questa figura – per la quale è aperta la causa di beatificazione e canonizzazione – molto conosciuta a cui sono legate opere come il santuario Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, chiesto dalla Madonna a Natuzza durante un’apparizione e realizzato a Paravati di Mileto; la Villa della Gioia per malati e anziani annessa al complesso religioso e i Cenacoli, gruppi di preghiera sparsi nel mondo. Pegna, legato a Natuzza da forti esperienze personali, ha sottolineato: “Questa produzione nasce da un senso profondo di devozione, rispetto e riconoscenza. Portiamo in scena una ‘mamma’, come molti la chiamano, una donna semplice, amata, conosciuta, incontrata da migliaia di persone, una nostra contemporanea, ma al contempo una figura immensa, capace di alleviare il dolore e dare speranza. Questo amore speriamo che arrivi intatto al pubblico!”. Per Andrea Ortis, l’impegno è quello di “raccontare una donna semplice senza tradirne la potenza, restituire il sacro senza effetti speciali, lasciare che sia l’umanità a farsi miracolo. Avvicinarmi alla vita di Natuzza – ha confidato – è stata una sfida unica!”. Dal canto suo Perri, già autore di diverse colonne sonore, ha affermato che “costruire la colonna sonora di Fortunata di Dio significa creare un impianto musicale profondamente legato a Natuzza Evolo. È uno studio attento alla sua personalità, ma anche al mondo in cui ha vissuto: Paravati, il territorio vibonese e, in senso più ampio, la Calabria”. “Nonostante la lunga esperienza nel settore – hanno infine affermato gli autori – sentiamo una fortissima responsabilità, nel rispetto della sua figura, della Fondazione e di tutti coloro che l’hanno amata, sperando di contribuire ad avvicinare anche chi non l’ha conosciuta”. “L’avermi pensato per questo ruolo mi ha commosso, Natuzza è un po’ di tutti. Interpretarla è un onore immenso e un privilegio, anche per me una sfida enorme che raccolgo con gratitudine ed entusiasmo!”, ha detto Insardà.

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