Papa Francesco: “non sarà la tecnocrazia a salvarci”, “legge del più forte disumanizza”

“Il nostro modo di intendere la creazione continua va rielaborato, sapendo che non sarà la tecnocrazia a salvarci”. E’ il monito del Papa, nel secondo messaggio inviato dal Policlinico Gemelli e rivolto  ai partecipanti all’Assemblea Generale della Pontificia Academia per la Vita, sul tema “The End of the World? Crises, Responsibilities, Hopes”, che si svolge da oggi al 5 marzo presso il Centro Conferenze dell’Augustinianum. Per Francesco, “assecondare una deregulation utilitarista e neoliberista planetaria significa imporre come unica regola la legge del più forte; ed è una legge che disumanizza”. L’esempio citato è quello di Teilhard de Chardin “e il suo tentativo – certamente parziale e incompiuto, ma audace e ispirante – di entrare seriamente in dialogo con le scienze, praticando un esercizio di trans-disciplinarietà. Un percorso rischioso, che lo conduceva a domandarsi: ‘Mi chiedo se non sia necessario che qualcuno lanci il sasso nello stagno – finisca anzi per farsi ‘ammazzare’ per aprire il cammino”. “Questi modi di interpretare il mondo e il suo evolversi, con le inedite modalità di relazione che vi corrispondono, possono fornirci dei segni di speranza, dei quali andiamo in cerca come pellegrini durante questo anno giubilare”, osserva il Papa ribadendo che “la speranza è l’atteggiamento fondamentale che ci sostiene nel cammino” e “non consiste nell’attendere con rassegnazione, ma nel protendersi con slancio verso la vita vera, che porta ben oltre lo stretto perimetro individuale”.

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Papa al Gemelli