Leone XIV: alla Federazione biblica cattolica, “nuove culture e ambienti digitali chiedono vie inedite di accesso alla Scrittura”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Nuove culture e ambienti digitali chiedono vie inedite di accesso alla Scrittura”. Lo ha affermato oggi Leone XIV incontrando nella Sala dei Papi i responsabili della Federazione biblica cattolica, ai quali ha posto la domanda decisiva: che cosa significhi oggi “accesso facile alla Sacra Scrittura”. Il Papa ha osservato che molte comunità vivono in contesti dove “il Vangelo è sconosciuto o distorto da interessi particolari”, e ha esortato a trovare modalità che permettano l’incontro con la Parola a chi “non l’ha mai ascoltata” o proviene da tradizioni non ancora raggiunte dal Vangelo. Quindi ha ricordato che nella Scrittura “incontriamo il Dio che parla, condivide il suo amore e ci attira nella pienezza della vita”, e ha ringraziato per l’impegno nel favorire la lettura quotidiana della Bibbia. Il Pontefice ha sottolineato oggi l’importanza delle traduzioni, definendole “indispensabili per aprire la porta della Parola a ogni popolo”, e ha invitato a sviluppare percorsi di annuncio capaci di dialogare con linguaggi nuovi. In conclusione, il Papa ha ricordato che l’evangelizzazione nasce dall’esperienza della vita donata da Cristo, perché “la Chiesa non trae vita da se stessa ma dal Vangelo”.

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