Papa Francesco: Angelus, grazie ai sacerdoti per la “creatività”. “In tempi di pandemia non si deve fare il don Abbondio”

“In questo momento sta finendo a Milano la messa che il Signor Arcivescovo celebra nel
Policlinico per gli ammalati, i medici, gli infermieri, i volontari”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha preceduto la recita dell’Angelus, trasmesso in diretta streaming dalla biblioteca del Palazzo apostolico vaticano in risposta alle misure di sicurezza dettate dall’emergenza sanitaria del Coronavirus Covid-19. “Il Signor Arcivescovo è vicino al suo popolo e anche vicino a Dio nella preghiera”, ha proseguito Francesco sempre a braccio, riferendosi all’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini. “Mi viene in mente la fotografia della settimana scorsa: lui da solo sul tetto del Duomo a pregare la Madonna”. “Vorrei ringraziare anche tutti i sacerdoti, la creatività dei sacerdoti”, l’omaggio sempre fuori testo: “Tante notizie mi arrivano dalla Lombardia su questa creatività. È vero, la Lombardia è stata molto colpita. Sacerdoti che pensano mille modi di essere vicino al popolo, perché il popolo non si senta abbandonato; sacerdoti con lo zelo apostolico, che hanno capito bene che in tempi di pandemia non si deve fare il ‘don Abbondio’. Grazie tante a voi sacerdoti”.

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