Sarà dedicato al tema “Saldi nella fede, per una Chiesa missionaria – Dai segni dei tempi, al tempo dei segni” il convegno pastorale diocesano che si terrà nella serata di oggi, giovedì 25 giugno, presso la chiesa di San Carlo a Isola del Liri. I lavori, presieduti dal vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, mons. Gerardo Antonazzo, prenderanno il via alle 19.30 e prevedono l’intervento di mons. Giampiero Palmieri, vescovo di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana.
“Radicati, costruiti e saldi nella fede”, ha rilevato mons. Antonazzo nella lettera di invito, sono “tre verbi dirompenti che forse abbiamo trascurato, e che non lasciano spazio a fraintendimenti né a interpretazioni soporifere”. Per il presule, si tratta di “ricentrare la nostra esistenza battesimale su Cristo, lavorando di radice nell’acquisizione della grazia battesimale, sulla quale costruire la stabilità della nostra fede in un contesto socio-culturale segnato da un radicale cambiamento d’epoca”. “Nulla è più come prima… mentre come comunità cristiane siamo tentati dalla seduzione di continuiamo a fare le cose di sempre e sempre nello stesso modo, come se nulla fosse cambiato!”, osserva mons. Antonazzo, per il quale “nella vita personale o comunitaria ogni crisi non può essere vista solo come un dramma. Può diventare anche un’opportunità di crescita”. “Cosa fare durante una tempesta?”, domanda il vescovo, rispondendo che serve “rimanere saldi al timone della nave! Perché la ‘crisi’ diventi risorsa, lo Spirito chiede di operare con il dono della ‘fortezza’, fondata saldamente sulla certezza che l’Uomo di Nazareth, il Crocifisso, è davvero risorto e ci ‘attende in Galilea’, cioè in periferia dove tutto ha avuto inizio”. “Siamo davanti ad un bivio storico”, ammonisce il vescovo: “Rinnovare l’annuncio e innervare tutte le nostre strategie pastorali del kerygma del Signore risorto, oppure rassegnarci ad un inesorabile ridimensionamento, se non ad un vero e proprio declino del cristianesimo anche sul nostro territorio”.