“Mi rivolgo a voi, cari fratelli in episcopato, esortando di continuare a favorire la solidarietà con la popolazione ucraina, facendo nostre le parole del Santo Padre Leone XIV, il quale richiama con forza l’urgenza di non abituarci alla guerra e di perseverare con coraggio nella ricerca di una pace giusta e duratura”. Lo scrive Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, in una lettera indirizzata ai vescovi italiani riuniti a Roma per l’82ª Assemblea generale della Cei. Il primate esprime gratitudine al card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, a Caritas Italiana, alle diocesi, alle parrocchie e alle comunità religiose per il sostegno umanitario all’Ucraina e ai rifugiati ucraini in Italia. Tra i frutti concreti di questa solidarietà, Shevchuk ricorda la possibilità offerta ai figli dei militari caduti di trascorrere un periodo estivo in Italia e la fornitura di generatori alle città ucraine colpite durante l’ultimo inverno. “Tale aiuto, dopo oltre quattro anni di guerra su larga scala, rappresenta una luminosa testimonianza di fede che si esprime nella carità fraterna e nella concreta prossimità evangelica”, scrive il primate. Shevchuk richiama anche le statistiche delle Nazioni Unite: nel 2025 il numero di vittime civili in Ucraina è aumentato del 35% rispetto all’anno precedente e del 70% rispetto al 2023. “Spesso mi chiedono se il popolo ucraino abbia ancora speranza. Sì, abbiamo la speranza! Direi che siamo un popolo della Speranza”, sottolinea il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina.