Pentecoste: mons. Caiazzo (Cesena), “lo Spirito Santo rimetta ordine e doni pace ai nostri cuori che sono così in conflitto”

La terra “anche ai nostri giorni, ha bisogno di sentire il silenzioso passaggio dello Spirito Santo affinché rimetta ordine e doni pace ai nostri cuori che sono così in conflitto e a volte rassegnati perché abitati dalle guerre, dalle carestie, dalle malattie, dalle ingiustizie. Stasera, ancora una volta ci è stato ricordato che ‘il frutto dello Spirito è pace’. Una pace che invochiamo unendo la nostra voce a quella di Papa Leone, fiduciosi che lo Spirito è sempre all’opera”. Lo ha affermato sabato sera l’arcivescovo di Cesena-Sarsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nel corso della veglia di Pentecoste.
“Come Chiesa di Cesena-Sarsina siamo stasera convenuti in questa basilica cattedrale, la chiesa Madre, per ‘stringerci nell’unità dello Spirito’ e progredire nella maturità di avere ‘un cuore solo e un’anima sola’. Questa fede matura ci spinge ad entrare e frequentare gli ambienti della quotidianità, bisognosi di nuova fecondità, nei quali a volte ci siamo solo fisicamente: la famiglia, il lavoro, la scuola, la sanità, la politica”, ha proseguito il presule sottolineando che “lo Spirito Santo ci ricorda che siamo chiamati a confrontarci con l’insegnamento di Gesù, con la sua Parola. Ciò che deve risuonare è la forza travolgente del Vangelo incominciando dai gruppi, dalle associazioni, dai cammini di fede. Con tutto il rispetto per i fondatori, suscitati di certo dallo stesso Spirito, non dimentichiamoci che il loro insegnamento è frutto dell’assimilazione di quanto Gesù ha insegnato e fatto”. “Ognuno di noi – ha ammonito mons. Caiazzo – non è chiamato, come purtroppo assistiamo quotidianamente nei programmo televisivi, a promuovere la logica dell’assolvere o del condannare, bensì quella del perdono che diventa testimonianza e insegnamento. Abbiamo sentito in tv che Davide, 22 anni, accoltellato nel mese di ottobre a Milano, nonostante abbia perso l’uso delle gambe, ha voluto abbracciare i suoi accoltellatori. Così come Maria, vicino Lodi, accoltellata dopo essersi fermata e soccorrere un cane. Nell’intervista traspare un senso di umanità nel pensare al suo aggressore come a una persona che ha bisogno di essere aiutata”. “Io – ha commentato l’arcivescovo – non so se sono cristiani ma in ogni caso entrambi stanno agendo secondo la logica del Vangelo. Lo Spirito Santo agisce dentro l’accampamento ma anche fuori, ci ricorda Mosè”.

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