Investire nell’educazione e l’istruzione, per migliorare le condizioni sociali, economiche e culturali dei giovani africani, “perché costruiscano il loro futuro, contribuendo allo sviluppo ed al benessere del loro Paese”. È la priorità degli interventi del GMM “Un pozzo per la vita” confermata dall’assemblea annuale dell’ong ondata da Alpidio Balbo. Il Gruppo Missionario Merano (GMM) è attiva dal 1984, principalmente in Benin e Togo. Nella sua relazione, il presidente, Roberto Vivarelli, ha citato Papa Leone XIV che, rivolto agli universitari in Camerun, li ha invitati, “di fronte alla comprensibile tendenza migratoria che può indurre a credere che altrove si possa trovare facilmente un futuro migliore, (…) a servire il vostro Paese e rivolgere a beneficio dei vostri concittadini le conoscenze che state acquisendo”. “Non si tratta tanto di evitare che i giovani emigrino – ha commentato Vivarelli – ma di impedire un ulteriore impoverimento dell’Africa alla quale, oltre alle materie prime, portiamo via anche le menti e le energie migliori che sono i giovani stessi”.
L’assemblea è stata, come sempre, l’occasione per fare il punto sui progetti realizzati nell’anno passato e quelli in programma per l’attuale. Innanzitutto, le perforazioni per l’acqua potabile (sette nel 2025 e nove nel 2026), sostenute da numerosi benefattori e dalla Provincia autonoma di Bolzano. Poi, le opere in ambito educativo, come l’ampliamento della scuola primaria “Maria Cristina Santuari” di Yakabissi (Nord Benin), realizzato con un contributo della Cei, e in quello sanitario, come l’ampliamento del Centro medico “Paligwend” di Ouagadougou, in Burkina Faso, grazie ad un contributo di Banca Sella. Dopo l’attivazione, lo scorso anno del Centro di ascolto della diocesi di Abomey (Benin), anche nel programma 2026 del GMM occuperanno un posto importante le opere destinate a migliorare le condizioni di vita di donne e ragazze vulnerabili, vittime di violenze, matrimoni forzati, tratta o abbandono. Tra queste, figurano l’ampliamento del Centro d’accoglienza e formazione di Mougnon e la nuova struttura per 40 ragazze nel villaggio di Madjavi, entrambi sostenuti dalla Regione Trentino Alto Adige e, quello di Mougnon, anche dal Merano Winefestival.
I soci, provenienti, oltre che dal Trentino e dall’Alto Adige, anche dalla Lombardia e dal Veneto, si sono riuniti nella sala convegni di Terme Merano e, oltre ad approvare il bilancio ed il programma di attività, hanno eletto il direttivo, ampiamente confermato: alla presidenza Roberto Vivarelli (Lana, Bz) ed alla vicepresidenza Franco Fasoli (Trento) affiancati da Anna Thurner (Renon), Cristina Cesaro Bortolotti (Bolzano), Francine Reuter (Bassano del Grappa), Vilma Bombardelli (Riva del Garda), Roberto Pedergnani (Padova) e Norma Decaminada (Bolzano).