Leone XIV: agli insegnanti di religione, “i giovani nascondono l’inquietudine di chi sente troppo senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta”

(Foto Vatican Media/SIR)

“I vostri alunni non hanno bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte di adulti che li affianchino con autorevolezza e responsabilità, mentre affrontano le grandi domande della vita”. Così Papa Leone XIV agli insegnanti di religione cattolica ricevuti oggi nell’aula Paolo VI per il 3° Meeting nazionale promosso dalla Cei. Il Papa ha riflettuto sul motto dell’incontro, “Il cuore parla al cuore” di san John Henry Newman, osservando che queste parole “vi impegnano ad aiutare i ragazzi a riconoscere una voce che in realtà già risuona in loro, a non seppellirla, né a confonderla con i rumori che li circondano”. Per il Pontefice, “i giovani, anche se a volte sembrano apatici, dietro una facciata di apparente indifferenza, in realtà spesso nascondono l’inquietudine e la sofferenza di chi sente troppo e in modo troppo intenso, senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta”. Leone XIV ha esortato a “formare le persone all’ascolto del cuore, e con ciò alla libertà interiore e alla capacità di pensiero critico”, ricordando che “educare richiede la pazienza di seminare senza pretendere risultati immediati”. Il Papa ha inviato gli insegnanti nella scuola come “servitori del mondo educativo, coreografi della speranza, ricercatori infaticabili della sapienza, artefici credibili di espressioni di bellezza”.

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