È stato ufficialmente consegnato lo scorso 16 marzo il cantiere per il restauro dell’Eremo dell’Annunziata, suggestivo complesso religioso situato sul colle di San Marcello, nel territorio comunale di Fano Adriano, nella diocesi di Teramo-Atri. L’intervento segna l’avvio di un’operazione di tutela e valorizzazione di un edificio di rilevante interesse storico, artistico e devozionale per l’intera area.
Documentato già nel 1473, ma ritenuto di origine ancora più antica, l’eremo si configura come un luogo tradizionalmente legato alla vita eremitica e ai pellegrinaggi. Dal punto di vista architettonico, l’edificio sorge su un pianoro a circa 965 metri di altitudine e presenta una pianta rettangolare, con dimensioni di circa 26 metri di lunghezza e 15 di larghezza. La struttura, più volte rimaneggiata, è realizzata in pietra e coperta da tetto a capanna. Lungo uno dei lati si aprono due ingressi: uno probabilmente destinato alla sacrestia, l’altro configurato come vestibolo di accesso alla chiesa, a sua volta dotata di ulteriori portali, tra cui uno con architrave recante lo stemma del paese e la data 1597.
L’interno, collocato sul lato occidentale, è articolato in due navate scandite da archi a tutto sesto. Nella navata destra si conserva un altare ligneo in stile barocco datato 1785, sormontato da una nicchia con la statua dell’Annunziata, oltre a un affresco votivo di particolare interesse. La copertura è costituita da capriate lignee a vista. Il complesso comprende inoltre un romitorio a due piani nella parte orientale e un campanile a vela sulla facciata meridionale.
Il progetto di restauro, redatto da un raggruppamento temporaneo di professionisti guidato dall’architetto Massimiliano Fabiani, si concentra in particolare sulla conservazione delle superfici decorate, con l’obiettivo di recuperare la leggibilità degli affreschi e garantirne la messa in sicurezza, in vista del successivo rifacimento della copertura. Alla consegna dei lavori erano presenti, tra gli altri, il responsabile unico del procedimento Giovanna Ceniccola e il direttore operativo per le strutture Francesco Cortesi, insieme ai rappresentanti dell’impresa esecutrice. L’intervento si inserisce in un più ampio programma di messa in sicurezza sismica dei luoghi di culto, che comprende nove cantieri affidati alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo e progressivamente avviati sul territorio. Un’iniziativa che coniuga tutela del patrimonio e salvaguardia della memoria religiosa e culturale delle comunità locali.