Diocesi: Assisi, oggi l’insediamento mons. Accrocca. Mons. Sorrentino, “una Chiesa privilegiata” per i tanti Santi, ma non mancano le “fatiche della fede”

Una Chiesa “privilegiata” per i tanti Santi, da Francesco e Chiara fino al giovanissimo Carlo Acutis, ma nella quale si sentono anche “le odierne fatiche della fede”. Così mons. Domenico Sorrentino ha presentato la Chiesa di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino al suo successore come vescovo, mons. Felice Accrocca, in occasione, stasera, del suo insediamento. Cristo, ha specificato mons. Sorrentino, “non va più dato per scontato. Il Vangelo va riannunciato, come e più del tempo di Francesco. Una grande sfida! Abbiamo cercato di raccoglierla. La nostra preghiera diocesana suggerita alle chiese e alle case l’ha continuamente riportata allo sguardo misericordioso di Gesù. Il progetto pastorale delle ‘famiglie del Vangelo’ ha provato a rifare le domus ecclesiae della prima ora cristiana. Come avrei voluto, caro Felice, al termine del mio lungo mandato, darti la notizia di un grande recupero. Certo, molto è stato fatto e tante cose belle sono fiorite. Le troverai. Ma dobbiamo riconoscere che la crisi è corsa più veloce di noi. Mi auguro che tu sia testimone di un balzo di entusiasmo e vitalità evangelizzatrice”.
Sottolineando che “la Provvidenza ha disposto che, da studioso e innamorato di Francesco, tu arrivassi nel bel mezzo di questo ottavo centenario della sua morte”, l’amministratore apostolico ha affermato: “Mi piace pensare che egli stesso ti abbia intercettato a Benevento, come quando, proprio a Benevento, andò in sogno al vescovo Guido II di ritorno da san Michele al Gargano e gli disse: ‘Ecco, Padre, lascio il mondo e vado a Cristo’. Parole del Memoriale di Tommaso da Celano che sanno di tenerezza filiale. Grande Francesco!”.
Dopo aver augurato a mons. Accrocca che la Chiesa di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino possa avere per lui l’amore che Francesco ebbe per i suoi vescovi, mons. Sorrentino ha concluso: “Il Signore metta sulle tue labbra le sue parole. Io, da vescovo emerito, ti sarò fraternamente accanto. Dimmi tu in che cosa posso esserti utile. Tra poco riceverai l’omaggio di comunione e obbedienza del clero e del popolo. Il primo abbraccio sarà il mio. Questa Chiesa ti saluta e io con Francesco ti dico: ‘Il Signore ti dia la pace’”.

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