“Questo nostro incontro segna, nella semplicità, un momento importante, nel quale convengono insieme Istituzioni diverse, poste – ognuna con la propria autonomia e con un proprio fine – a servizio del bene comune”. Lo ha detto, stasera, mons. Felice Accrocca, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, nel saluto alle autorità, nel giorno del suo insediamento in diocesi.
“La Chiesa, infatti, non è e non vuole essere estranea alla società in cui vive: vorrebbe anzi costituirne la coscienza critica, ciò che comporta – da parte sua – conoscenza e rispetto delle leggi, un’attenzione vigile a che vengano perseguite legalità e giustizia e siano salvaguardati i valori autentici della persona umana, con un’azione volta a servizio di ogni uomo, a partire dai più deboli, la consapevolezza della necessità di rimanere fuori da ogni interesse di parte, il distacco da quanto esula dalle proprie competenze e finalità”, ha affermato il presule.
“Quanto a me stesso, chiamato da Dio a un compito che sento superiore alle mie capacità – ha confidato –, non ho ora che ‘un desiderio da esprimere e un permesso da chiedere’, quello ‘di poter servire’ non soltanto la Chiesa di Dio che è in Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, ma la città tutta e l’intero territorio diocesano ‘on disinteresse, con umiltà e amore’ (Paolo VI, discorso all’Onu), nel rispetto delle legittime autonomie e dei fini e compiti propri di ciascuna istituzione”.
Mons. Accrocca ha sottolineato: “Avverto il vostro servizio tanto prezioso per me e per il mio ministero, mentre sento e faccio mie le parole ispirate dei padri conciliari, quando affermarono che ‘promuovere l’unità corrisponde all’intima natura della Chiesa’ (Gaudium et Spes, n. 42). A questo vorrei dedicarmi con tutte le mie forze: possano Iddio, la comunità ecclesiale e la vostra benevolenza e collaborazione sostenermi in questo proposito”.