“Astenersi da investimenti su imprese che trafficano armi o persone”. È uno dei consigli contenuti nell’aggiornamento delle “Linee guida” della Cei in materia di investimenti etici e sostenibili, approvato dai vescovi italiani e di prossima pubblicazione. Lo ha spiegato ai giornalisti mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, durante la conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente. “Individuare criteri chiari perché anche gli investimenti abbiano la forza di cambiare il mondo, a partire dalla Dottrina sociale della Chiesa”, lo scopo del testo, che contiene “una lista di criteri, in positivo e in negativo”, da offrire al popolo cattolico in materia economica. Tra i criteri in negativo, ha anticipato Baturi, oltre a quelli citati figurano la raccomandazione di non investire su “tutte quelle realtà che non sono particolarmente sensibili al tema della giustizia, o che trattano male gli operai”. Tra i criteri in positivo del documento, da favorire dunque in materia di investimenti finanziari, figurano invece quelli di favorire aziende che “privilegiano un corretto rapporto con la natura, la giustizia lavorativa e ambientale, il rispetto della vita umana dall’embrione fino alla fine naturale, le migrazioni, il rifiuto della guerra”. Il testo approvato in questi giorni dal Consiglio permanente aggiorna un analogo documento stilato nel 2000, “per tenere in debito conto i cambiamenti avvenuti in questi ultimi decenni”, ha precisato il segretario generale della Cei. Altro testo approvato in questi giorni dai vescovi in materia economica, un documento sulla gestione dei fondi dell’8xmille, “che continua il lavoro intrapreso sulla trasparenza della rendicontazione e sulla serietà dell’informazione”: “Il modo di gestire i beni temporali fa parte del discepolato, e anche il Sinodo della Chiesa universale aveva chiesto uno sforzo maggiore in questo senso”, ha ricordato Baturi.