Terra Santa: Acs, scuole cristiane di Gerusalemme a rischio per nuove restrizioni israeliane sul personale docente

Da diversi mesi, le scuole cristiane di Gerusalemme subiscono pressioni senza precedenti. A denunciarlo è la Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) dopo le nuove misure adottate dalle autorità israeliane che limitano l’impiego di insegnanti palestinesi provenienti dalla Cisgiordania. La Commissione Istruzione della Knesset ha approvato nel luglio 2025 una legge che considera non validi, per l’insegnamento a Gerusalemme Est e in Israele, i titoli di studio conseguiti in Cisgiordania. All’inizio dell’anno scolastico in corso 171 insegnanti non hanno ricevuto i permessi necessari, provocando uno sciopero di una settimana nelle scuole cristiane. L’ultima comunicazione del Ministero dell’Istruzione, inviata il 10 marzo 2026, impone per il prossimo anno scolastico l’assunzione esclusiva di docenti residenti a Gerusalemme e con certificazioni israeliane, escludendo di fatto gli insegnanti palestinesi titolari di carta verde. “Se questa decisione verrà attuata, le nostre scuole si troveranno in una posizione molto difficile, che ne comprometterà la sostenibilità e la missione cristiana”, ha dichiarato ad Acs un rappresentante del Segretariato Generale delle Scuole Cristiane, chiedendo l’anonimato. Sono circa 230 gli insegnanti coinvolti, distribuiti in 15 scuole cristiane, con una media di 15 docenti per istituto. Secondo la Chiesa locale, riporta Acs, queste restrizioni mettono a rischio la continuità educativa di istituti storici fondati tra Ottocento e primo Novecento, che hanno formato generazioni di studenti cristiani e musulmani. “Non ci sono abbastanza insegnanti cristiani a Gerusalemme per sostituirli”, avverte il rappresentante, temendo “un indebolimento duraturo della presenza cristiana nella città”. La sospensione dei contratti rischia inoltre di colpire duramente le famiglie dei docenti, già provate dal conflitto in corso. Alcuni potrebbero essere costretti a emigrare. La Chiesa assicura: “Non li abbandoneremo. Stiamo dialogando con le autorità israeliane e valutando ricorsi legali”. Il Segretariato invita la comunità internazionale a sostenere le scuole cristiane, anche attraverso aiuti finanziari qualora le misure dovessero entrare in vigore, e chiede preghiere “per questi insegnanti e per tutti i cristiani di Gerusalemme e della Terra Santa”.

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