Leone XIV: “la vocazione non è qualcosa di dato una volta per tutte”

“La vocazione non è un traguardo statico, ma un processo dinamico di maturazione, favorito dall’intimità con il Signore: stare con Gesù, lasciar agire lo Spirito Santo nei cuori e nelle situazioni della vita e rileggere tutto alla luce del dono ricevuto significa crescere nella vocazione”. Lo scrive il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale delle vocazioni. “Tutta la nostra esistenza deve costituirsi in un legame forte ed essenziale con il Signore, in modo da diventare una risposta sempre più piena alla sua chiamata, attraverso le prove e le necessarie potature”, l’indicazione di rotta di Leone XIV, secondo il quale “i luoghi dove si manifesta maggiormente la volontà di Dio e si fa esperienza del suo infinito amore sono spesso i legami autentici e fraterni che siamo capaci di instaurare nel corso della nostra vita”. “Quanto è prezioso avere una valida guida spirituale che accompagni la scoperta e lo sviluppo della nostra vocazione!”, esclama il Papa: “Quanto sono importanti il discernimento e la verifica alla luce dello Spirito Santo, perché una vocazione possa realizzarsi in tutta la sua bellezza.” La vocazione, infatti, “non è un possesso immediato, qualcosa di dato una volta per tutte: è piuttosto un cammino che si sviluppa analogamente alla vita umana, in cui il dono ricevuto, oltre ad essere custodito, deve nutrirsi di un rapporto quotidiano con Dio per poter crescere e portare frutto”. “Vi incoraggio a coltivare la vostra relazione personale con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione della Parola”, l’invito finale: “Fermatevi, ascoltate, affidatevi: in questo modo, il dono della vostra vocazione maturerà, vi renderà felici e porterà frutti abbondanti per la Chiesa e per il mondo”.

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