Terra Santa: Ielpo (Custode), anno francescano al via “in forma semplice ma significativa” nonostante la guerra

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Ho ritenuto opportuno confermare la data del 23 marzo 2026 per l’apertura dell’anno francescano, pur nelle limitazioni imposte dalla situazione di sicurezza, celebrandola in forma semplice ma significativa”: è questa la scelta annunciata da padre Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, nel pieno di un contesto segnato dal conflitto e spiegata in una lettera inviata ai frati. “Il recente conflitto – si legge nel testo pervenuto al Sir – ha stravolto profondamente tutte le programmazioni pastorali, liturgiche, educative e comunitarie, generando incertezza e senso di impotenza”. Proprio per questo, spiega il Custode, diventa ancora più necessario non rimandare, ma vivere questo tempo con fede. La scelta di mantenere l’apertura dell’anno francescano – in cui si celebrano gli 800 anni del beato transito di Francesco d’Assisi – nel giorno previsto, oggi 23 marzo, pur in forma essenziale, nasce dalla convinzione che “proprio ora abbiamo bisogno di guardare alla Pasqua” per affrontare le circostanze presenti, nella consapevolezza che “non riusciamo e non vogliamo abituarci al dolore, né considerarlo normale”. Non un gesto formale, ma un segno concreto: una celebrazione sobria ma carica di significato, capace di testimoniare che la vita della Chiesa non si ferma e la speranza resta viva. Il centenario, sottolinea il Custode, “non è semplicemente un momento commemorativo”, ma “un’occasione di conversione e di rinnovamento”. In un tempo segnato da conflitti e divisioni, san Francesco continua a indicare una via: “non offre soluzioni tecniche, ma indica la sorgente vera della pace”. Guardando alla Pasqua ormai vicina, padre Ielpo evidenzia come “le limitazioni, le difficoltà, la situazione di guerra ci costringono ad andare all’essenziale”, riscoprendo che “la nostra fede non è un’idea, ma l’incarnazione del Figlio di Dio nella storia”. Infine, l’invito a vivere questo tempo con fede e comunione: “La nostra preghiera, anche quando sembra nascosta e fragile, è già annuncio del Vangelo”. E nella notte di Pasqua risuona la certezza cristiana: “Il Signore della vita era morto, ora vive”. Una speranza che, conclude il Custode, sostiene l’impegno quotidiano: continuare, anche “in questo tempo difficile”, ad annunciare con la vita “che Cristo è la luce che dissipa le tenebre”.

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