Belgio: Vescovo Bonny, “sinodalità motore della diocesi”. Fra i temi: uomini e donne nella Chiesa e ordinazioni sacerdotali

Il vescovo di Anversa Johan Bonny, insieme al Consiglio episcopale, ha redatto informa di “lettera pastorale”, il piano di attuazione diocesano “per dare forma e sostanza al processo sinodale nella nostra diocesi”. I membri del Consiglio, spiega lo stesso Bonny, sono uomini e donne, ordinati e non, persone con diverse formazioni ed esperienze: “Se la sinodalità deve essere il ‘motore’ di una diocesi, allora il Consiglio episcopale è il primo e più importante strumento per realizzarla”. È lì che si cerca di deliberare e prendere decisioni in modo sinodale, spiega sempre il vescovo. Il piano di attuazione diocesano appena pubblicato “colma il divario tra il Documento finale del Sinodo dei vescovi e le esigenze concrete della nostra diocesi, emerse durante la consultazione iniziale e in seguito”. Presentato all’incontro annuale di tutti i sacerdoti presso l’Abbazia di Averbode (17 marzo) e al consiglio episcopale allargato (18 marzo), il testo è ora disponibile sul sito web della diocesi in olandese e in inglese e sarà il “filo conduttore per i prossimi anni di lavoro”. Tanti sono i temi e gli spunti contenuti nelle 11 pagine della lettera.
Due stanno già facendo notizia. Il primo riguarda il tema delle pari opportunità per uomini e donne nella Chiesa, “questione all’ordine del giorno in tutto il mondo” e di cui la lettera indaga il significato per la diocesi. Da un lato c’è la responsabilità condivisa delle donne in tutti i compiti pastorali e amministrativi, e a tutti i livelli della vita ecclesiale, su cui la diocesi ha già molte esperienze positive. Dall’altra resta il tema del sacramento dell’ordinazione, a partire dal diaconato: “È doloroso notare che la commissione speciale, istituita da Papa Francesco, abbia nuovamente espresso un parere negativo su questo tema alla fine del 2025”, si legge: è “mancanza di comprensione”, con “argomenti teologicamente deboli e antropologicamente superati”. E non si offre “alcuna alternativa adeguata”.
“Per la nostra diocesi, intraprenderò ulteriori passi nello sviluppo di un ministero ecclesiale accessibile a uomini e donne, che dia loro una pari partecipazione sia al servizio pastorale che a quello amministrativo della Chiesa”, scrive il vescovo, nella linea dei nuovi “ministeri formalmente istituiti” in ambito pastorale che lo stesso documento sinodale prevede. “Ciò non significa che l’ordinazione delle donne venga accantonata, al contrario. Tale questione rimarrà una spina nel fianco per la Chiesa”, si legge ancora, ma un ministero pastorale potrà essere “un trampolino di lancio per ulteriori sviluppi sia nella teologia che nella pratica ministeriale”.
L’altro tema che si affronta nella lettera è quello dell’ordinazione al sacerdozio anche di uomini sposati, su cui c’è un consenso “quasi totale”. “La questione non è più se la Chiesa possa ordinare sacerdoti uomini sposati, ma quando lo farà e chi lo farà”, scrive Bonny, che, dopo aver elencato una serie di ragioni alla base della sua decisione, dichiara: “Farò tutto il possibile per ordinare sacerdoti uomini sposati nella nostra diocesi entro il 2028”. Il vescovo si impegna a contattarli personalmente e ad assicurarsi che compiano la necessaria formazione teologica e l’esperienza pastorale. Sarà una preparazione “trasparente ma discreta, lontana dai riflettori dei media”. Serviranno accordi con la Conferenza episcopale belga e con il Vaticano.

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