Solidarietà: Sant’Egidio, a Tor Sapienza il progetto di cohousing sociale “Finalmente casa” che favorisce l’integrazione contro l’isolamento

(Foto Comunità di Sant'Egidio)

Offrire spazi abitativi a chi ne ha bisogno, ma anche favorire dialogo e inclusione. E’ l’obiettivo del progetto di cohousing sociale “Finalmente Casa!” nato dalla volontà della Comunità di Sant’Egidio. L’iniziativa nascerà nel quartiere di Tor Sapienza, periferia Est di Roma, dove S. Egidio è presente da molti anni supportando i più fragili come anziani soli, famiglie in difficoltà e migranti giunti con i corridoi umanitari. In questo quartiere un ex area industriale di 2.400 metri quadri verrà recuperata e riconvertita in nuovi alloggi. A realizzare il progetto è Leonardo Maria Del Vecchio che questa mattina a Roma, nella sede di Sant’Egidio, ha incontrato Marco Impagliazzo, presidente della Comunità. L’iniziativa non si limita a creare spazi abitativi, ma vuole costruire relazioni fra chi li abita offrendo così la possibilità di sviluppare nuove opportunità e percorsi di inclusione. “Ho voluto promuovere – ha detto Del Vecchio dopo aver firmato il protocollo d’intesa – questo progetto nella periferia Est di Roma perché credo che, ancor più nei territori con una forte storia produttiva e un tessuto sociale diversificato come Tor Sapienza, possano nascere nuovi modelli di convivenza e integrazione. L’incontro con la Comunità di Sant’Egidio, che da anni è presente in questo contesto con un impegno quotidiano accanto alle persone più fragili, mi ha aiutato a trasformare un desiderio in un progetto concreto. Non si tratta  soltanto di recuperare uno spazio urbano, ma di dare vita a un luogo in cui abitare significhi anche costruire relazioni, opportunità e percorsi di riscatto. Quando la filantropia diventa concreta e responsabile può contribuire a generare modelli in grado di unire accoglienza, dignità e futuro. L’ambizione è semplice: creare un luogo in cui la comunità cresca e nessuno resti indietro”.  “A contatto da anni con tante diverse fragilità – ha aggiunto il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo – abbiamo capito in modo evidente l’importanza della casa per chi non ce l’ha o rischia di perderla. Ma casa significa anche e soprattutto spazio di condivisione con gli altri. Lo hanno sperimentato famiglie che fuggono dalle guerre, come chi giunge in Italia con i corridoi umanitari e ha sete di integrazione. Ma anche anziani che scelgono di restare in una casa per non finire in uno dei tanti istituti a loro riservati. Case non isole, perché c’è bisogno di comunicare, sviluppare rapporti, amicizie, relazioni con il quartiere. Per questo siamo felici di avviare, con il sostegno e la collaborazione di Leonardo Maria Del Vecchio, questo nuovo progetto di cohousing sociale che sarà un’importante risorsa non solo per Tor Sapienza ma per tutta la città di Roma”.

 

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