(Bruxelles) Nel riferire, ormai nel cuore della notte, gli esiti del Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles, il presidente Antonio Costa ha cercato di vantare qualche risultato, facendo poi lo slalom sui punti aperti e sui mancati obiettivi. “Il 2026 è l’anno della competitività europea. Rafforzare la nostra competitività è fondamentale. È fondamentale per stimolare la crescita economica, garantire la creazione di posti di lavoro di qualità, proteggere il potere d’acquisto e rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa”, ha affermato Costa nel corso della conferenza stampa finale. “Nell’attuale contesto geopolitico, un’Europa forte è più importante che mai. Ed è su questa base che sono lieto di annunciare che i leader europei hanno oggi approvato l’agenda ‘Un’Europa, un mercato unico’. Si tratta di un piano d’azione ambizioso, con scadenze ben definite, che deve essere attuato entro la fine del 2027, e la maggior parte entro la fine del 2026”. Tra le misure indicate, con tanto di calendario: completare il mercato unico; riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali; sviluppo dell’Unione dei mercati dei capitali, dell’Unione del risparmio e degli investimenti; misure per lo sviluppo dell’euro digitale; programma di semplificazione burocratica e legislativa. Costa ha poi dichiarato: “È evidente che gli elevati prezzi dell’energia rappresentano una delle maggiori sfide alla competitività dell’Unione europea. L’attuale crisi in Medio Oriente e il suo impatto sulle forniture energetiche globali confermano che la strada da percorrere è quella che abbiamo scelto, ovvero quella di diventare più autosufficienti, facendo affidamento sulle nostre fonti energetiche. La decarbonizzazione e le fonti energetiche locali rimangono la strada giusta per limitare le pericolose dipendenze e ridurre i prezzi dell’energia nel lungo termine”. Poi una frase sulla riforma dello scambio di emissioni per contrastare il cambiamento climatico: “Dobbiamo però anche agire immediatamente per proteggere i nostri cittadini e le nostre imprese. A tal proposito, la Commissione presenterà una serie di misure temporanee e mirate, in primo luogo, per tenere conto delle situazioni specifiche degli Stati membri (fra cui l’Italia – ndr) e della particolare vulnerabilità di alcuni settori industriali ad alta intensità energetica, al fine di contrastare il rischio di delocalizzazione e salvaguardare i posti di lavoro. In secondo luogo, dobbiamo affrontare il recente aumento dei prezzi dei combustibili fossili importati, legato alla crisi in Medio Oriente”. Per quanto riguarda gli sviluppi in Iran e in Medio Oriente, tema sul quale Costa non ha speso molte parole, il Consiglio europeo “continua a chiedere una de-escalation e la massima moderazione, nonché la protezione dei civili e delle infrastrutture critiche, in particolare degli impianti di produzione energetica”. Niente di più.