(Bruxelles) Ancora una volta Viktor Orban, premier ungherese, si dimostra il vero ostacolo per un accordo in sede Ue. Accompagnato, in questa strategia, dal premier slovacco Fico. La questione spinosa è il via libera al prestito da 90 miliardi all’Ungheria, sul quale c’è l’accordo a 25. Ma occorre poi l’unanimità per sbloccare il Qfp 2021-27 e così far giungere il necessario sostegno finanziario a Kiev. Per questa ragione in Consiglio europeo la posizione di Orban è stata definita “inaccettabile” dal presidente Costa, con l’appoggio di numerosi altri leader.
- (Photo European Union)
- (Photo European Union)
In apertura del summit ha preso la parola, da Kiev, il Presidente ucraino Zelensky. “Da tre mesi la più importante garanzia di sicurezza finanziaria per l’Ucraina da parte dell’Europa non funziona: il pacchetto di sostegno da 90 miliardi per quest’anno e il prossimo. Per noi è fondamentale”, ha detto Zelensky. “Si tratta di una risorsa per proteggere vite umane”. Zelensky ha anche parlato di acquisto di missili Patriot dagli Usa. Altro tema sul quale si è espresso il Presidente ucraino è l’adesione all’Ue: “La Russia deve vedere chiaramente e sentire che l’Ucraina sarà in Europa e che questo processo non può essere fermato. Per questo motivo stiamo portando avanti riforme interne e lavorando sul fronte esterno per assicurarci una data certa per l’adesione dell’Ucraina all’Ue”.
Nel corso del pranzo, terminato a pomeriggio inoltrato, i 27 hanno avuto invece uno scambio con Antonio Guterres, segretario generale Onu. Tema: il multilateralismo e i conflitti in corso, con un occhio di riguardo al Medio Oriente. Secondo fonti del Consiglio, Guterres avrebbe sottolineato il ruolo positivo dell’Ue sul multilateralismo.
Il summit prosegue ora – probabilmente fino a tarda serata e forse anche domani – sui temi economici, energetici e migratori.