Disabilità: Manicardi (Bose), “guarire la visione del mondo di chi non è portatore di disabilità”

(Foto Federico Muzzolini)

“Paradossalmente, ma non tanto, è la persona con disabilità che può aprire gli occhi e ridare la vista a una cultura che, pensando di vederci bene, vede solo una parte dell’umano e ne esclude arbitrariamente un’altra. Potremmo dire: è la persona con disabilità che può curare e guarire la visione del mondo della persona che non è portatrice di disabilità”. Così Luciano Manicardi, biblista e monaco della comunità di Bose, nella sua lectio magistralis al 5° Convegno nazionale del Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità, a Bergamo. Manicardi ha messo in guardia dalla “tentazione del bene”: chi esercita la cura “giocando il suo sapere come potere, di fatto crea una situazione di dipendenza” che “invece di valorizzare le risorse della persona fragile, induce una sottile ma potente svalutazione”. Per la comunità cristiana, ha sottolineato, il cambiamento di sguardo sulla disabilità “è anche cambiamento del cuore” e richiede di assumere lo sguardo di Dio su chi vive la disabilità. Ha ricordato infine che “un corpo ecclesiale non è la somma delle capacità e ricchezze delle sue membra, ma è il frutto della condivisione delle povertà e fragilità di ciascuno”.

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