Diocesi: Teggiano-Policastro, il 25 marzo messa per la pace presieduta dal vescovo De Luca

La diocesi di Teggiano-Policastro invita a partecipare alla celebrazione eucaristica per invocare dal Signore il dono della pace per il mondo intero, per i popoli feriti dalla guerra, per le famiglie, per le comunità e per il territorio.
La celebrazione, presieduta da mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro, si terrà mercoledì 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore, alle ore 11.30, presso il Convento di San Francesco in Padula.
“In questo tempo, segnato da particolari tensioni, inquietudini e diffusi timori, avvertiamo tutti il bisogno di riscoprire il valore alto e concreto della pace, non come semplice aspirazione, ma come responsabilità condivisa, cammino quotidiano e impegno corale”, afferma il vescovo De Luca.
“Sarà un momento di comunione e di affidamento, nel quale insieme invocheremo dal Signore il dono della pace per il nostro mondo, per i popoli feriti dalla guerra, per le famiglie, per le comunità e per il nostro territorio”, prosegue il presule. “In questo spirito accogliamo le parole di Papa Leone XIV, che ci richiama a testimoniare ‘una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante’: una pace che non nasce dalla forza delle armi, ma dalla forza mite del dialogo, della fraternità, della fiducia e della perseveranza nel bene”.
Particolarmente significativa sarà la presenza delle rappresentanze istituzionali del territorio, chiamate a condividere questo momento di preghiera e di riflessione come segno concreto di unità e corresponsabilità. “In tale orizzonte, la presenza delle Istituzioni del territorio assume un valore particolarmente significativo, quale segno di vicinanza alla comunità, di attenzione al bene comune e di condivisa responsabilità nell’educare alla convivenza pacifica, al rispetto e alla solidarietà”, sottolinea ancora il vescovo.
La diocesi invita sacerdoti, religiosi, fedeli laici, associazioni, operatori della scuola, rappresentanti delle istituzioni e tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad unirsi in preghiera, quale segno corale di speranza e di affidamento al Signore, affinché il desiderio di una “pace disarmata e disarmante” possa tradursi in percorsi concreti di fraternità, giustizia e riconciliazione.

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