Resistenza: Firenze, Mattarella all’Istituto storico toscano. Chiti (presidente), “un dono per tutti noi. Siamo casa della Memoria, della libertà e della democrazia”

“La visita del presidente Mattarella all’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea è un dono per tutti noi e per chi guarda con interesse all’attività svolta dai nostri Istituti. La nostra ambizione e il nostro impegno sono quelli di essere una casa della Memoria, della libertà e della democrazia per tutti”. Così il presidente Vannino Chiti ha commentato la visita che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto questa mattina all’Istituto con sede a Firenze. Una visita – viene sottolineato in un comunicato – che rappresenta un riconoscimento prezioso per il lavoro svolto, con impegno e rigore, anche da tutta la rete degli Istituti della Resistenza presenti in Italia. L’incontro con il presidente Vannino Chiti, con il direttore Matteo Mazzoni, con i componenti del consiglio direttivo e il personale dell’Istituto è stato caratterizzato da grande affabilità.
“Abbiamo mostrato al presidente oggetti significativi del patrimonio dell’Istituto, a cominciare dal vassoio di Ventotene, simbolo di quei confinati che hanno poi fondato la ricostruzione dell’Italia sui valori dell’Europa e della pace, abbiamo inoltre illustrato le attività di archivio, biblioteca, ricerca scientifica e formazione”, ha aggiunto Chiti, sottolineando che “per noi è fondamentale il valore della conoscenza storica, convinti come siamo che lo studio del passato sia essenziale per una cittadinanza consapevole”.
Al Capo dello Stato sono stati donati i tre recenti volumi, curati dal professor Pier Luigi Ballini, dedicati a La Resistenza in Toscana – I verbali del Comitato Toscano di liberazione nazionale (ottobre 1943 – giugno 1945), pubblicati dalle Edizioni del Consiglio regionale fanno riferimento ai documenti dell’archivio dell’Istituto. È stato inoltre mostrato il Vassoio di Ventotene, anch’esso patrimonio dell’Istituto, dipinto da Ernesto Rossi nel 1940, vivido racconto della vita dei confinati, dove si riconoscono Sandro Pertini, Altiero Spinelli e Umberto Terracini. A Mattarella sono stati anche rappresentati i seri problemi di adeguatezza della sede e la necessità di un urgente percorso di trasferimento, su cui c’è l’impegno del presidente della Regione, che si auspica si concretizzi a breve.

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