“I fatti di questo fine settimana in Iran, Israele e nelle regioni del Medio Oriente e del Golfo Persico sono molto preoccupanti. Una serie di attacchi violenti, attraverso i confini, ha aumentato la tensione e l’instabilità nella regione e messo a rischio le prospettive per la pace in un momento molto critico”. Con queste parole, contenute in un comunicato, Christine Allen, la direttrice di Cafod, l’agenzia della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles per gli aiuti ai Paesi del Terzo mondo, ha espresso la solidarietà della sua organizzazione alle popolazioni degli Stati del Medio Oriente colpiti dalla guerra. “Siamo preoccupati per i milioni di innocenti che sono rimasti prigionieri di questo nuovo conflitto”, ha detto ancora la direttrice di Cafod. “Ci uniamo alle altre organizzazioni che formano la Caritas, in tutto il mondo, per incoraggiare tutte le parti coinvolte nella guerra ad ascoltare le parole di Papa Leone che ha chiesto di fare marcia indietro dall’abisso prima che sia troppo tardi”. “Il Santo Padre ci ha chiesto di fermare ogni nuova offensiva militare e di affermare l’obbligo morale di proteggere i civili”, ha detto ancora Christine Allen. “E ci ha ricordato che occorre il coraggio di dire no alla violenza e di impegnarsi nella diplomazia per evitare nuove perdite di vite innocenti. Moderazione, senso della giustizia e difesa della santità della vita umana sono i principi che dovrebbero guidare le decisioni dei leader politici. Chiediamo che vengano evitate ulteriori perdite di vite umane e garantita la strada verso la pace”.