Nel volume “La fede del futuro” (Cantagalli) viene pubblicata per la prima volta in italiano un’omelia pronunciata il 29 novembre 1981 dall’allora arcivescovo di Monaco Joseph Ratzinger, pochi giorni prima della nomina a prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede. Il testo, con prefazione del cardinale Pietro Parolin, propone un’immagine della Chiesa come spazio di vita, di accoglienza e di libertà. Al centro dell’omelia la figura di santa Monica, madre di sant’Agostino, presentata come icona della comunità ecclesiale. Monica, afferma Ratzinger, “soffrendo, ha imparato a lasciarlo camminare per la sua strada”, accettando che il figlio percorresse vie diverse da quelle immaginate per lui. Proprio in questo rispetto della libertà, nell’attesa paziente e nell’amore che non impone, si realizza la vera trasmissione della fede. Agostino – ricorda il cardinale – sperimentò nella madre la Chiesa non come apparato o struttura, ma come presenza personale: uno “spazio del cuore” in cui diventare uomo. La Chiesa, conclude Ratzinger, potrà sussistere solo se vissuta nelle persone, come madre che accompagna e offre fiducia, più che come istituzione distante. Un’immagine attuale di comunità che accoglie senza costringere e che educa rispettando i tempi di ciascuno.