Argentina: bloccato il budget per l’integrazione urbana, paralisi delle politiche abitative, la mobilitazione di Caritas e società civile

Con la partecipazione di Caritas Argentina e di diversi settori sociali, il Tavolo nazionale dei quartieri popolari ha tenuto ieri una conferenza stampa a Buenos Aires, durante la quale rappresentanti della Chiesa, organizzazioni della società civile e movimenti popolari hanno espresso la loro preoccupazione per la riduzione del budget del Sottosegretariato per l’integrazione socio-urbana e la paralisi delle politiche abitative in tutto il Paese, con gravi conseguenze per i 5 milioni di persone che abitano in baraccopoli e insediamenti precari.
Mons. Gustavo Carrara, arcivescovo di La Plata e presidente di Caritas Argentina, è stato categorico nel dichiarare che “siamo in una cultura della voracità e dello scarto”. In questo contesto, ha sottolineato l’importanza di avanzare nei processi di urbanizzazione e integrazione sociale: “Urbanizzare significa garantire cose elementari come l’acqua potabile e l’elettricità sicura. Ma l’integrazione parla di protagonismo”. Tale paralisi, è stato sottolineato, significa l’inadempimento di una legge nazionale sancita all’unanimità nel 2018 e riformata nel 2022, nella quale si riconosceva l’esistenza di 6.400 quartieri popolari e l’urgenza di una politica abitativa complessiva. La richiesta di continuità della politica nazionale di integrazione socio-urbana è stata sostenuta da una dichiarazione che conta più di 200 adesioni di diversi soggetti della società civile.

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