Ramadan: mons. Tomasi (Treviso), “la nostra comune responsabilità è diventare ogni giorno testimoni che la pace è possibile prima di tutto fra di noi”

“Che il tempo di Ramadan ‘sia generoso’ con voi: generoso di occasioni per fare il bene, per meditare e pregare il Dio Altissimo. Sia generoso anche il digiuno, nell’aiutare a sentire la fatica e le privazioni dei più poveri, e quindi ad essere generosi anche nell’elemosina”. In occasione dell’inizio del periodo del Ramadan, il 17 febbraio, il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, ricordando che il giorno dopo, ieri, 18 febbraio, è iniziato “per i cristiani il cammino quaresimale verso la Pasqua: quaranta giorni per ascoltare la voce di Dio che ci chiama alla misericordia, alla solidarietà, alla condivisione”. Il presule sottolinea: “La voce di Dio che ci chiama tutti, insieme agli uomini e alle donne del mondo, alla pace. Papa Leone, nella sua visita in Libano, terra abitata da cristiani e da musulmani, diceva che ogni ‘richiamo alla preghiera’ può «’fondersi in un unico inno, elevato non solo per glorificare il misericordioso Creatore del cielo e della terra, ma anche per implorare di vero cuore il dono divino della pace’. Pace, proseguiva il Papa, che ‘è saper abitare insieme, in comunione, da persone riconciliate'”. Per mons. Tommasi, “è questo il grande appello che oggi Dio rivolge in primo luogo a tutte le persone che credono in lui: in un mondo che sembra sempre più andare per vie di prepotenza, di guerra, di violenza, la nostra comune responsabilità è diventare ogni giorno testimoni che la pace, fondata sull’incontro, sul dialogo, sulla reciproca solidarietà, è possibile prima di tutto fra di noi”.

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