È globale e corale la “profonda preoccupazione per i continui attacchi illegali e mortali contro i civili, le infrastrutture civili e le operazioni umanitarie” legate ai combattimenti negli Stati del Kordofan e del Darfur, in Sudan. Una dichiarazione congiunta della Commissione europea e dei ministri di oltre 30 Paesi dell’Ue e del mondo lancia un appello all’indomani della recente e grave escalation di attacchi aerei e con droni, che hanno causato un numero significativo di morti e feriti tra i civili e reso impossibile l’accesso umanitario. Si denunciano, nel documento, “attacchi intenzionali contro personale, veicoli o forniture umanitarie”, ostacoli al passaggio degli aiuti umanitari, azioni che “sono contrari al diritto internazionale umanitario e possono costituire crimini di guerra”. La situazione è drammatica: violenza sessuale e di genere dilaganti, carestia e fame, sfollati, violazioni e abusi commessi dalle parti in conflitto. “Rinnoviamo con urgenza il nostro appello alle Forze di Supporto Rapido (Rsf), alle Forze Armate Sudanesi (Saf) e alle milizie alleate affinché cessino immediatamente le ostilità”, scrivono i leader politici che condannano “con la massima fermezza l’abominevole violenza contro i civili, in particolare donne e bambini, e tutte le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario”. E chiedono che si indaghi tempestivamente contro queste violazioni che stanno assumendo i contorni di crimini di guerra o crimini contro l’umanità. E terminano: “Siamo al fianco del popolo sudanese e delle organizzazioni umanitarie, locali e internazionali, che lavorano instancabilmente e in condizioni estremamente difficili per assisterli”.