Nicaragua: in migliaia al rito delle Ceneri, nonostante la sorveglianza della Polizia

Nonostante i continui ostacoli frapposti dal regime, migliaia di fedeli nicaraguensi si sono recati, ieri, nelle chiese per partecipare alla messa dell’imposizione delle Ceneri. Nelle parrocchie di Managua e in diverse diocesi del Paese, le eucaristie sono iniziate alle cinque del mattino, come riferisce il sito indipendente Despacho 505. Come ogni anno, molti fedeli hanno consegnato la loro offerta destinata all’assicurazione sacerdotale, un fondo gestito dalla Conferenza episcopale del Nicaragua, per sostenere i sacerdoti malati e anziani.
Nella diocesi di Matagalpa, guidata da monsignor Rolando Álvarez, esiliato nel gennaio 2023 dopo aver subito la prigionia politica nel carcere di tortura La Modelo, le eucaristie sono state celebrate con grande partecipazione, nonostante la sorveglianza della polizia nelle vicinanze di alcune chiese. Proprio in questi giorni l’Osservatorio sulla libertà religiosa in America Latina ha presentato il suo rapporto annuale, nel quale viene dedicato spazio alla situazione del Nicaragua. “Lo Stato ha messo in atto un’ampia gamma di meccanismi repressivi, tra cui arresti arbitrari, indagini penali infondate, perdita della cittadinanza, espulsione e esilio di leader religiosi, divieto di ingresso nel Paese e imposizione di severe restrizioni al culto sia all’interno che all’esterno delle chiese”, vi si legge. A ciò si aggiungono “la chiusura massiccia di organizzazioni religiose, la revoca della personalità giuridica e la confisca di beni e immobili, con ripercussioni dirette sulla capacità operativa e pastorale delle comunità di fede”. In pratica, secondo l’Osservatorio, “si è consolidato un modello di controllo più silenzioso e strutturale, basato sulla sorveglianza permanente, le vessazioni amministrative, la pressione economica, le restrizioni alle manifestazioni pubbliche di fede e la costante minaccia di sanzioni legali”.

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