Papa ad Acerra: mons. Di Donna, “una grazia speciale, una iniezione di fiducia e di speranza, un appello perché garantito uno sviluppo vero alle nostre terre”

(Foto: Luigi Buonicontro - giornale Tablò)

A undici anni dalla lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, Leone XIV celebra l’anniversario il 23 maggio 2026 ad Acerra, al centro dei territori inquinati tra Napoli e Caserta.
“Il Pontefice conferma e realizza un desiderio di Papa Francesco che sorvolando quelle terre nel 2014 – aveva confessato in un libro intervista – fu ‘un fatto puntuale’ che ‘mi commosse e da allora fu un crescendo attraverso le notizie, una presa di coscienza lenta’”, sottolinea la diocesi di Acerra.
La presenza di Papa Leone in queste terre, e in particolare nella diocesi di Acerra, è una “grazia speciale”, dichiara il vescovo Antonio Di Donna, perché “il Papa viene ad ascoltare insieme ai vescovi, soprattutto delle diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della nostra gente, e a ricordare le altre Terre dei fuochi d’Italia”.
La visita è perciò “per noi un evento storico che ci riempie di gioia, una iniezione di fiducia e di speranza per le famiglie, in modo speciale quelle dei bambini e dei ragazzi colpiti dalla malattia”.
E di sicuro “darà nuova linfa al cammino che le diocesi della Conferenza episcopale campana stanno già facendo da anni per educare i cristiani, adulti e bambini, alla giustizia, alla pace e alla salvaguardia del creato”, aggiunge il presule per il quale l’anniversario della Laudato si’ ad Acerra è una esortazione a “verificare lo stato di accoglienza di quel profetico documento”. Ancora di più alla luce anche del pellegrinaggio giubilare della speranza che l’anno scorso le diocesi più colpite dall’inquinamento tra Caserta e Napoli hanno vissuto attraversando a piedi in preghiera quei territori e ricordando insieme nell’ultimo del cammino di sei giorni, dal 16 al 24 maggio 2025, i dieci anni dalla pubblicazione dell’enciclica sulla cura della casa comune.
La visita del Papa è anche “un appello alle Istituzioni perché finalmente venga fatta verità e soprattutto garantito uno sviluppo vero alle nostre terre, con al centro l’uomo integrale e compatibile con la originaria vocazione agricola archeologica e turistica”, conclude mons. Di Donna invitando “tutti a pregare” per questo “momento speciale di grazia”.

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