“La Quaresima è un tempo lungo perché rispettoso dei nostri ritmi. 40 giorni di passi da compiere per metterci un vestito nuovo, non esteriore ma nel cuore, nella vita”. Lo scrive il vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti, in un messaggio alla diocesi in occasione della Quaresima. La Quaresima – scrive il vescovo – nella “nostra sensibilità religiosa prevalente, è comunemente intesa come un tempo penitenziale, ma la sua radice storica e teologico-spirituale-liturgica originaria ci fa riscoprire un significato profondamente catecumenale. Nei primi secoli cristiani i 40 giorni che precedevano la Pasqua erano un vero e proprio cammino di avvicinamento al Battesimo, un periodo di preparazione alla recezione dei Sacramenti della Iniziazione cristiana che avveniva nella Veglia Pasquale del Sabato Santo. Ci si preparava con catechesi e preghiere, gesti di purificazione (esorcismi) e consegne (del Padre nostro e del Credo)”. Anche nella “nostra Diocesi sta aumentando il numero di adulti che chiedono il Sacramento del Battesimo e nei genitori cristiani che hanno bambini piccoli da battezzare sta crescendo la consapevolezza dell’importanza di questa scelta per i loro figli. Tutto questo è per noi e per tutta la comunità cristiana un motivo di grande gioia e di responsabilità con l’accompagnamento di percorsi adeguati di preparazione”. Mons. Alberti spiega che nella liturgia che “celebriamo in questo tempo vorremmo valorizzare due momenti: anzitutto il gesto dell’aspersione con l’acqua che ravviva in noi ‘il gioioso ricordo e la grazia della prima Pasqua nel Battesimo’. Un gesto che all’inizio della Eucaristia ci apre a un cammino di profondo rinnovamento che ci dona ‘stoffa’ nuova per un vestito nuovo”. Il secondo è la “professione di fede attraverso la rinnovazione delle promesse battesimali, il ‘primo’ credo che viene pronunciato all’inizio della nostra avventura cristiana con la grazia battesimale. Avremo cura di vivere questi momenti liturgici con quello spirito di novità, di apertura interiore, di desiderio spirituale che è tipico dei catecumeni, di coloro cioè che si preparano a ricevere i Sacramenti della Iniziazione Cristiana”. In questo tempo di preparazione alla Pasqua “vorremmo – aggiunge il presule – vivere anche la ‘liturgia domestica’ con un piccolo gesto quotidiano: iniziare e concludere le nostre giornate in famiglia con una preghiera insieme e un segno di croce, intingendo la nostra mano nell’acqua benedetta. Il riferimento al Battesimo è immediato e ci permette di crescere nella consapevolezza battesimale nel vivere da figli e da fratelli in Cristo”. L’obiettivo di questo tempo – conclude – è “riscoprire il nostro Battesimo, la nostra pasqua, per vivere un po’ più da cristiani, ‘soprattutto rivestiti della carità di Cristo’ che ci fa suoi veri discepoli”.