Salute mentale: Cottolengo di Torino, “una pandemia nascosta”

Un convegno e l’inaugurazione del nuovo Centro di Chirurgia Ambulatoriale Complessa dell’Ospedale Cottolengo. Così la Piccola Casa-Cottolengo di Torino ha celebrato ieri la Giornata mondiale del malato. Nell’introdurre i lavori il Padre generale della Piccola Casa, Padre Carmine Arice, ha annunciato l’avvio di un percorso che porti la Piccola Casa, in sinergia con le istituzioni, ad ascoltare il grido delle persone affette da malattie mentali, in costante aumento dalla pandemia in poi, e delle loro famiglie. “In quasi 200 anni di storia – ha detto padre Arice -la Piccola Casa ha sempre cercato di dare risposte alle vittime della cultura dello scarto”. Oggi al primo posto ci sono gli anziani con patologie degenerative e non autosufficienti per i quali l’opera fondata dal Santo Cottolengo offre risposte grazie all’imponente investimento sui centri di accoglienza per le persone anziane in tutta Italia. Segue l’attenzione ai malati che necessitano di cure palliative, per i quali la Piccola Casa il 2 settembre 2022 ha aperto un hospice a Chieri, come risposta concreta al dibattito sul fine vita. La terza frontiera per la Piccola Casa è quella della malattia mentale, “una sorta di pandemia nascosta”. La proposta concreta della Piccola Casa è l’impegno ad aprire un ambulatorio in cui la Salute mentale venga presa in carico in modo olistico, anche in ottica di prevenzione e contro il dramma della solitudine.

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