Striscia di Gaza: Faltas (Custodia Terra Santa), “Apertura valico di Rafah deve essere l’apertura al rispetto dei diritti umani essenziali”

(Foto ANSA/SIR)

“L’apertura del valico di Rafah deve essere l’apertura al rispetto dei diritti umani essenziali. Quelle porte aperte devono essere un segno di speranza: saranno certezza di pace quando ad ogni essere umano saranno riconosciuti il rispetto e la dignità della vita”. È quanto dichiarato al Sir da padre Ibrahim Faltas, della Custodia di Terra Santa, commentando la riapertura, all’inizio di febbraio, del valico unico punto di passaggio tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, decisa nell’ambito di un fragile piano di cessate il fuoco e su pressioni internazionali. La riapertura, coordinata tra autorità egiziane, israeliane e con la supervisione di missioni europee, permette a piccoli numeri di persone di muoversi in entrambe le direzioni, concentrandosi soprattutto su evacuazioni mediche, rientri limitati e casi umanitari prioritari. Si stima che nei primi giorni solo poche decine di persone siano riuscite a entrare o uscire da Gaza, a fronte di richieste che riguardano, secondo le autorità sanitarie internazionali e locali, decine di migliaia di pazienti che necessitano di cure non disponibili nella Striscia. “Poter riattraversare quel passaggio è indispensabile e necessario per salvare la vita a più di 20mila esseri umani che a Gaza non hanno la possibilità di essere curati” ribadisce il frate. “Era stato previsto che da Rafah, ogni giorno, 50 ammalati gravi con due accompagnatori sarebbero potuti uscire e 150 palestinesi sarebbero potuti rientrare, ma questi numeri non sono stati rispettati. E al momento non è previsto l’ingresso di mezzi per il trasporto di aiuti umanitari”. “Manca – denuncia il frate della Custodia di Terra Santa – l’impegno di una comunità internazionale che non vuole vedere la lenta agonia di tanta povera gente, manca la volontà di rendere giustizia ad una umanità oltraggiata e umiliata.  Aprire il valico – sottolinea – non solo consente di far uscire chi ha bisogno di essere curato e salvato, aprire quel valico significa far entrare il bene, aprire quel particolare ingresso fa entrare la speranza che qualcosa possa veramente cambiare, deve essere l’apertura al rispetto dei diritti umani essenziali”.

 

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