“Essere comunità oggi è quasi come nuotare controcorrente, la comunità è un’aggregazione umana, senza l’uomo non c’è comunità. Ma l’uomo dove sta andando, qual è il futuro dell’umanità?” .Questo l’interrogativo posto nell’editoriale dell’ultimo numero di “Ricerca”, il semestrale della Fuci, dal neo condirettore Gabriele Cela. Interrogativo che costituisce anche il tema dell’anno federativo, “Artefici di comunità: oltre l’individualismo”, mentre si moltiplicano le riflessioni sulla crisi dell’individuo in quanto persona, centro di tutte le interazioni sociali e origine delle relazioni umane, “sull’invadente presenza dei social e sull’uso distorto dei nuovi mezzi di comunicazione, che avvicinano ai lontani e allontanano dai vicini”. 
La persona, sostiene Cela, “è la sorgente dalla quale scaturiscono i valori trasmessi dalla tradizione cattolica e realizzati attraverso l’impegno nella difesa dei diritti inalienabili di ogni essere umano, che è tale e degno di rispetto e protezione dal concepimento all’ultimo istante della sua vita. “Per riscoprire il senso della comunità” è quindi “necessario ripartire dalla persona, mettere al centro i suoi bisogni, le sue necessità, i suoi interessi, coltivare le relazioni vere” anche prendendo le distanze “da quella overdose di relazioni virtuali che, più che arricchire, impoveriscono”.
Ricerca (direttore responsabile Angelo Bertani) è la rivista nazionale della Fuci, nata nel 1946. La stampa federativa ha avuto prima di Ricerca tre riviste: La Vita Nova (1894-1904), Studium (dal 1906 poi confluita nelle Edizioni Studium fondate nel 1927) e Azione Fucina (1928-1946). È uno strumento di approfondimento culturale, teologico e spirituale. In questo numero, tra i diversi temi, il racconto di studenti fucini degli Stati generali tenutisi nel 2025 a Napoli e del Giubileo dei giovani, alcune riflessioni sul bullismo, sulla sovranità digitale, e sull’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale. Molto articolata la testimonianza del magistrato Salvatore Vella, impegnato in indagini criminali legate all’immigrazione clandestina sulla rotta del Mediterraneo.