“Ci rivolgiamo principalmente ai ragazzi, in modo che possa arrivare anche a loro qualcosa di importante, ad esempio, con l’allestimento dei 3 villaggi dei giochi in altrettanti oratori che li accoglieranno. Abbiamo già raggiunto quasi 13.000 adesioni, 200 scuole, più di 100 volontari per l’animazione dei villaggi stessi. Lo scopo che anima la città e che consente a Milano e alla diocesi di crescere e camminare insieme, è arrivare a tutti”. A dirlo, durante la conferenza stampa di presentazione del palinsesto delle iniziative della diocesi di Milano per Milano-Cortina 2026, è stato don Stefano Guidi, direttore della Fondazione degli oratori milanesi e responsabile del Servizio per l’oratorio e lo sport.
“Le Olimpiadi sono un punto di partenza, non di arrivo per un cambio culturale, anzitutto nella consapevolezza dell’importanza della pace e per riportare nelle famiglie il senso dello sport come fattore di crescita e di serenità. Cerchiamo di vivere un mese di pensieri positivi e tutto questo ci aiuta a portare lo spirito olimpico nei luoghi di comunità, negli oratori. La Chiesa è per noi un alleato fondamentale”, ha aggiunto Martina Riva, assessora a Sport, turismo e politiche giovanili del Comune di Milano.
“Come Chiesa ci appartiene da sempre l’attenzione allo sport. L’alleanza tra oratorio e sport viene continuamente ribadita, come una presa in carico della diocesi ed è stata rilanciata anche nell’ultimo Consiglio pastorale diocesano”, ha sottolineato, invece, il vicario episcopale e presidente della Fom, don Giuseppe Como. “Dalla Fom è emersa l’idea di mettere a tema alcuni valori della carta olimpica da cui sono nate le 4 lettere agli sportivi dell’arcivescovo, intitolate Excellence, Friendship, Respect e Winners. Da una lunga tradizione e da una preparazione specifica giungono tali proposte che vogliono essere una sorta di riconoscimento e benedizione dello sport come luogo di amicizia e accoglienza senza discriminazioni”.