Un “delicato lavoro, al servizio della verità”. Così l’arcivescovo di Fermo, mons. Rocco Pennacchio, definisce il lavoro degli operatori della comunicazione, in un messaggio inviato a loro in occasione della festa del patrono, San Francesco di Sales.
“Nel presentare la realtà e l’approfondimento delle situazioni, il faro che vi guida è riportare ciò che è vero, pur consapevoli dello sguardo personale che caratterizza il racconto e lo rende ‘umano’ – evidenzia il presule -. Papa Leone, nel prossimo messaggio per la Giornata delle Comunicazioni sociali, sottolinea l’importanza di custodire l’umanità della comunicazione, nel senso di preservare l’insostituibile ruolo della persona del comunicatore. Il rischio, infatti, è di soggiacere alle lusinghe accattivanti dei meccanismi che, grazie all’intelligenza artificiale, se da un lato semplificano il lavoro, dall’altro lo spogliano di quella empatia che solo la persona umana sa trasmettere, per non parlare del pericolo concreto di rendere la comunicazione schiava di schemi consolidati, frutto di sofisticati algoritmi, inevitabilmente stereotipata”.
Per questo, il tema del messaggio, “Custodire voci e volti umani”, sostiene l’arcivescovo, “sia un forte richiamo al rispetto della vostra professionalità e, insieme, alla cura con cui trattare l’umanità delle persone di cui riferite nel vostro lavoro”.
Ricordando “una bella canzone di una decina di anni fa”, che “ripeteva nel ritornello ‘Credo negli esseri umani’, richiamando la bellezza di essere uomini e donne che, anche nelle loro fragilità, mantengono la fiducia negli altri”, mons. Pennacchio conclude: “L’augurio è che il vostro lavoro sia sempre apprezzato per come sa custodire la dignità e il rispetto dell’umanità dell’altro, frutto di un approccio veramente umano alla comunicazione sociale”.