Leone XIV: ai familiari delle vittime di Crans-Montana, “l’affetto e le parole umane di compassione sembrano molto limitate e impotenti”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Non posso spiegarvi perché sia stato chiesto a voi e ai vostri cari di affrontare una tale prova. L’affetto e le parole umane di compassione che vi rivolgo oggi sembrano molto limitate e impotenti”. Lo ha ammesso il Papa, ricevendo in udienza i familiari delle vittime dell’incendio a Crans-Montana. “D’altra parte, il Successore di Pietro che siete venuti a incontrare oggi ve lo afferma con forza e convinzione”, ha proseguito: “La vostra speranza non è vana, perché Cristo è veramente risorto! La Santa Chiesa ne è testimone e lo annuncia con certezza. San Paolo, che lo aveva visto vivo, diceva ai cristiani di Corinto: ‘Se abbiamo riposto la nostra speranza in Cristo solo per questa vita, siamo gli uomini più da compatire. Ma no! Cristo è risorto dai morti, lui, primo risorto tra coloro che si sono addormentati”. “Nulla potrà mai separarvi dall’amore di Cristo, così come i vostri cari che soffrono o che avete perso”, ha garantito il Papa: “La fede che abita in noi illumina i momenti più bui e dolorosi della nostra vita con una luce insostituibile, che ci aiuta a continuare coraggiosamente il cammino verso la meta. Gesù ci precede su questo cammino di morte e risurrezione che richiede pazienza e perseveranza: “Siate certi della sua vicinanza e della sua tenerezza: egli non è lontano da ciò che state vivendo, al contrario, lo condivide e lo porta con voi. Allo stesso modo, tutta la Chiesa lo porta con voi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi