Leone XIV: ai familiari delle vittime di Crans-Montana, “una delle persone a voi più care ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Una delle persone a voi più care, più amate, ha perso la vita in una catastrofe di estrema violenza, oppure si trova ricoverata in ospedale per un lungo periodo, con il corpo sfigurato dalle conseguenze di un terribile incendio che ha colpito l’immaginario di tutto il mondo. E questo nel momento più inaspettato, in un giorno in cui tutti gioivano e festeggiavano per scambiarsi auguri di gioia e felicità”. Lo ha detto il Papa, ricevendo in udienza i familiari delle vittime dell’incendio a Crans-Montana. “Quale senso dare a tali eventi? Dove trovare una consolazione all’altezza di ciò che provate, un conforto che non sia costituito da parole vane e superficiali, ma che tocchi nel profondo e ravvivi la speranza?”, si è chiesto Leone XIV: “C’è solo una parola, fratelli e sorelle, che sia adeguata: quella del Figlio di Dio sulla croce – a cui siete così vicini oggi – che dal profondo del suo abbandono e del suo dolore gridò al Padre: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’”. “La risposta del Padre alla supplica del Figlio si fa attendere tre giorni, nel silenzio”, ha ricordato il Pontefice: “Ma che risposta! Gesù risorge glorioso, vivendo per sempre nella gioia e nella luce eterna della Pasqua”.

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