La visita del card. Pietro Parolin in Kuwait mira a rafforzare “i legami di amicizia e cooperazione” che la Santa Sede e lo Stato del Kuwait mantengono dal 1968, quando il Kuwait divenne il primo paese del Consiglio di Cooperazione degli Stati Arabi del Golfo a stabilire relazioni diplomatiche con la Santa Sede. Lo si legge nel comunicato congiunto diffuso in occasione della visita ufficiale del segretario di Stato, in corso dal 14 al 16 gennaio. Il documento ricorda la storica visita dello sceicco Sabah Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, defunto emiro del Kuwait, al Successore di Pietro il 6 maggio 2010, che “costituì una tappa importante nel corso delle relazioni tra lo Stato del Kuwait e la Santa Sede”. Quella visita si inserì in una serie di scambi ufficiali di alto livello, preceduta nel 2009 dalla visita del primo ministro sceicco Nasser Al-Mohammad Al-Ahmad Al-Sabah e seguita nel 2015 dalla visita del primo ministro sceicco Jaber Al-Mubarak Al-Hamad Al-Sabah. Il comunicato sottolinea “la lunga tradizione di coesistenza religiosa che ha caratterizzato costantemente lo Stato del Kuwait” nella regione del Golfo Arabico. La visita testimonia anche l’impegno della leadership kuwaitiana nel rafforzare la comunicazione e il dialogo con la Santa Sede.