Diocesi: Locri, mons. Oliva compie 75 anni. “Pastore” del “fare” tra le “ferite e le speranze della Locride”

Il settantacinquesimo compleanno di mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, “non è solo un traguardo anagrafico, ma rappresenta un momento di profonda riflessione per un intero territorio che, negli ultimi dodici anni, ha trovato in lui una guida sicura, un riferimento etico e un motore di cambiamento concreto”. Lo scrive oggi don Pietro Romeo, vicario generale e moderatore di Curia in una nota in occasione dei 75 anni del presule. Don Romeo riassume l’episcopato di mons. Oliva con la parola “concretezza”: “lontano dai formalismi, il vescovo Francesco ha interpretato il suo ruolo camminando sulle strade della Locride, sporcandosi le mani con le difficoltà quotidiane di una terra complessa. La sua – scrive – è un’indole pragmatica: una spiritualità che non resta chiusa in sé stessa, ma che si traduce in azione sociale”. Per mons. Oliva, annunciare il Vangelo ha “sempre significato denunciare le ingiustizie, promuovere la dignità del lavoro e stare accanto a chi vive ai margini, non con sterili proclami, ma con progetti capaci di generare futuro”. In questi dodici anni – sottolinea il vicario – la Curia è diventata “un laboratorio di partecipazione attiva. Tra i pilastri del suo mandato ricordiamo: l’impegno per la legalità, non solo a parole, ma attraverso l’educazione dei giovani e il sostegno in favore di azioni reali. La valorizzazione del patrimonio diocesano, con il recupero della bellezza artistica e architettonica – con Gerace in prima linea – non come sfoggio estetico, ma come volano di riscatto culturale, economico e sociale. L’accoglienza e la carità, con il potenziamento delle strutture Caritas, da quella diocesana a quelle parrocchiali, e l’attenzione costante ai migranti e alle nuove povertà, rendendo la diocesi una ‘casa aperta’”. E poi i progetti per il lavoro, con “l’impulso dato a iniziative di imprenditoria sociale, per dimostrare che restare in Calabria è possibile. Riuscendo a dare un segno tangibile con l’utilizzo dei fondi del Pnrr, che si sono tramutati in progetti che hanno contribuito a dare lavoro per decine di famiglie”. Mons. Oliva ha “saputo dialogare con le istituzioni senza mai rinunciare alla propria voce profetica. È stato un pungolo costante per la politica, richiamando tutti alle proprie responsabilità su temi caldi come la sanità, le infrastrutture e l’emergenza ambientale”. Per il vicario generale della diocesi della Locride la visione di una “Chiesa in uscita” in mons. Oliva si è “tradotta in una presenza costante nelle periferie esistenziali, dove il bisogno di speranza è più acuto, attraversandole in lungo e in largo negli anni della visita pastorale. Non solo, il suo più grande desiderio è stato sempre quello di vederla crescere in modo sinodale: molteplici carismi, una sola anima”.

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