“A nessuno che abiti questa nostra Terra sfugge quanto sia delicato e grave il momento che stiamo vivendo. A nessuno sfugge come sia necessario che ciascuno viva questo momento con intensità e con piena assunzione di responsabilità, e come sia necessario da parte di tutti, ma soprattutto per noi cristiani, riempire di significato nuovo la parola: Pace, troppo spesso ripetuta, ma senza profondità spirituale e umana”. Così scrive il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, nella lettera alla diocesi in vista della Domenica della Parola di Dio che la Chiesa celebrerà il prossimo 25 gennaio. Quest’anno la diocesi patriarcale si concentrerà sulla lettera di san Paolo agli Efesini, particolare il versetto “Egli, Gesù, è la nostra pace” (2,14) che, spiega il patriarca è “un testo molto profondo che ci aiuterà a sentire come la pace sia un Dono che viene dall’alto: Egli, Gesù, è la nostra pace, che conduce tutto e tutti all’unità”. Scrive il porporato: “Ci aiuterà a sentire che non possiamo parlare di pace senza parlare di giustizia, di perdono, di riconciliazione, di impegno per divenire giorno per giorno artigiani della pace nella nostra vita personale, famigliare, comunitaria, civile. Ben sapendo che il cammino sarà lungo e complesso, e ha bisogno di perseveranza”. Per il porporato si tratta di “un impegno forte, urgente che richiede da parte nostra che apriamo il cuore ad accogliere il dono che viene dall’alto, e ci sospinge a fare passi concreti per camminare in esso. La pace si costruisce soprattutto dal basso, dall’impegno di ciascuno di noi. Perciò – sottolinea – è molto importante lasciarci educare dalla Parola di Dio sulle vie della pace. Perciò è molto importante un impegno forte e perseverante nella preghiera e nell’ascolto”. Nella lettera il patriarca offre anche delle indicazioni concrete: “Vi esorto a leggerla e a rileggerla, insieme o personalmente, e a pregare con le parole che essa mette sulle nostre labbra. E anche suggerisco di sottolineare nella lettura quelle parole che più ci colpiscono e che ci potranno accompagnare nel nostro cammino. Se lo facciamo tutti insieme, con fede e con fiducia, troveremo per le nostre coscienze nuova gioia e nuova forza e nuova luce per vivere come veri cristiani questo tempo così difficile”.