Leone XIV: udienza, “non siamo uguali a Dio, ma Dio ci rende simili a lui”

(Foto Calvarese/SIR)

“Uno dei documenti più belli e più importanti dell’assise conciliare”. Così il Papa ha definito la Dei Verbum, la Costituzione conciliare sulla Rivelazione divina, al centro della catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in Aula Paolo VI. “Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi”, le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni, definite “un punto fondamentale della fede cristiana, che la Dei Verbum ci ricorda: “Gesù Cristo trasforma radicalmente il rapporto dell’uomo con Dio, d’ora innanzi sarà una relazione di amicizia. Perciò, l’unica condizione della nuova alleanza è l’amore”. Sant’Agostino, nel commentare questo passaggio del Quarto Vangelo – ha sottolineato Leone XIV – “insiste sulla prospettiva della grazia, che sola può renderci amici di Dio nel suo Figlio”. “L’amicizia o nasce tra pari, o rende tali”, ha detto il Papa citando un proverbio latino: “Non siamo uguali a Dio, ma Dio stesso ci rende simili a lui nel suo Figlio”.

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