Si è svolto ieri a Milano, nella Sala turismo di Confcommercio, il convegno nazionale “Comunicazione, dignità e lavoro nel carcere: il ruolo dei commercialisti nel percorso di recupero umano, spirituale e sociale”, promosso da Milano PerCorsi. L’iniziativa ha riunito istituzioni, professionisti, imprese, terzo settore e mondo dell’informazione, affermandosi come uno dei principali momenti di confronto del 2026 sul futuro del sistema penitenziario italiano.
Al centro dei lavori, la funzione rieducativa della pena prevista dall’art. 27 della Costituzione e la necessità di ripensare il carcere come luogo di recupero umano e sociale. Un’urgenza resa drammatica dai dati su suicidi, tentativi di suicidio e atti di autolesionismo, che fotografano una crisi strutturale aggravata dal sovraffollamento cronico. Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della comunicazione nei percorsi di reinserimento. Non semplice trasmissione di informazioni, ma relazione, ascolto e riconoscimento. Tra i relatori il giornalista e scrittore Biagio Maimone, che ha definito la comunicazione “un diritto umano fondamentale per chi vive la privazione della libertà”, proponendo l’introduzione di professionisti della comunicazione all’interno degli istituti penitenziari, per creare spazi di dialogo e restituire voce e dignità alle persone detenute. Richiamando anche la visione cristiana del perdono, Maimone ha sottolineato come nessuno sia definitivamente perduto se sceglie un percorso di consapevolezza e cambiamento. Il carcere, ha affermato, deve “includere anche una dimensione spirituale ed esistenziale, oltre a quella sociale e lavorativa, per favorire un autentico recupero della persona”.