Accelerazione, in Venezuela, nella liberazione dei detenuti politici, anche se è guerra di cifre. Il Governo parla di 116 persone liberate nella giornata di ieri, oltre al centinaio circa di domenica (tra cui gli italiani Alberto Trentini e Mario Burlò. L’ong Foro Penal ha documentato la liberazione di 56 detenuti. Divergono anche le stime su coloro che permangono nelle carceri venezuelane, stimati tra i seicento e gli ottocento. Sulla questione, sono intervenute ieri le Nazioni Unite, attraverso la Missione d’inchiesta in Venezuela. “Celebriamo il rilascio dei detenuti politici in Venezuela negli ultimi giorni – si legge nella nota -. Qualsiasi passo che ripristini la libertà delle persone detenute arbitrariamente è significativo per le persone colpite e le loro famiglie, che hanno perseverato instancabilmente nei loro sforzi per i loro cari mentre sopportavano una prolungata incertezza, sofferenza e trauma”.
Tuttavia, il numero dei detenuti liberati “è ben lontano dagli obblighi internazionali del Venezuela in materia di diritti umani. Continuiamo a essere particolarmente preoccupati per le donne che sono ancora detenute, dato l’impatto significativo e complesso sulla loro salute e sulle loro responsabilità di assistenza. La Missione di accertamento dei fatti sul Venezuela ha ampiamente documentato l’uso diffuso e sistematico della detenzione arbitraria come strumento di repressione. Ribadiamo quindi il nostro appello per il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici e di tutte le persone arbitrarie private della libertà. Inoltre, qualsiasi problema di salute dei detenuti rilasciati deve essere affrontato con urgenza”.
L’Onu, inoltre, esprime preoccupazione “per il grave impatto di questa situazione sulle famiglie. È necessario fornire ai familiari informazioni chiare e tempestive sulla sorte, l’ubicazione e la situazione giuridica dei loro cari, nonché garantire loro l’accesso e visite regolari”. Conclude la nota: “Esortiamo le autorità venezuelane ad agire con trasparenza e urgenza”.