Un Natale vissuto lontano da casa, ma illuminato dalla forza della fede e della comunione. Così l’Ufficio pastorale per le migrazioni della diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela parla dell’iniziativa degli studenti ortodossi etiopi della Chiesa Tewahedo, iscritti alle Facoltà dell’Università degli studi di Messina che hanno celebrato la solennità del Natale attraverso due giornate di preghiera, catechesi, confessioni e liturgia. A guidarli p. Solomon Hurisa Biru. Accolto dagli operatori pastorali, il sacerdote ha voluto esprimere la “propria profonda gratitudine per l’attenzione e l’accoglienza della Chiesa diocesana, nonché per la possibilità offerta ai fedeli etiopi di disporre di un luogo così bello e ricco di storia, nel cuore della città dello Stretto, dove dare continuità al proprio cammino di fede e trovare sostegno per affrontare le difficoltà legate alla lontananza dai familiari e dalle tradizioni culturali e religiose”. Il direttore dell’Ufficio Migrantes, il diacono Santino Tornesi, ha portato i saluti dell’arcivescovo e del vescovo ausiliare a nome dell’intera comunità diocesana, ribadendo come l’organismo pastorale che si occupa della mobilità umana “si senta onorato di collaborare con gli studenti etiopi e di sostenere la loro vita religiosa”. Durante la celebrazione, nella chiesa di Sant’Elia, ai piedi dell’altare ha trovato posto l’icona della Vergine Maria con il Bambino Gesù. La preghiera iniziale e la benedizione dell’acqua precedono il rito dell’aspersione di ciascun fedele: un gesto “ricco di significato, simbolo di purificazione dai peccati, di rinnovamento spirituale e di protezione dal male”, spiega al Sir Santino Tornesi. Il rito “richiama il Battesimo e la grazia divina, con l’acqua che, attraverso la preghiera e l’invocazione dello Spirito Santo, diventa fonte di vita e di santità, scacciando le influenze demoniache e portando benedizione”. Concluso il rito dell’aspersione, p. Solomon prosegue la celebrazione nell’antica lingua liturgica gheez, utilizzando invece l’amarico per l’omelia. Dopo la celebrazione la giornata prosegue con l’esecuzione di canti della tradizione liturgica e con una gara a quiz, durante la quale vengono proposte domande sulla dottrina e sulla conoscenza delle Sacre Scritture.