“Coltivate relazioni con tutti, resistendo alla tentazione di isolarvi”. Con questa esortazione Leone XIV ha proseguito questa mattina, nella Sala Clementina, il suo intervento ai collaboratori di ruolo diplomatico delle Rappresentanze pontificie. Il Papa ha richiamato l’importanza di restare “innestati nel corpo ecclesiale e nella storia dei popoli”, riconoscendo che “ciascuna Nazione vi offre le proprie tradizioni da conoscere, amare e rispettare, come l’agricoltore rispetta la terra”. Inoltre, il Pontefice ha chiesto di non essere “uomini distaccati, ma appassionati discepoli di Cristo”, immersi con stile evangelico nei contesti di vita e missione. Quindi Leone XIV ha ricordato che l’inculturazione “non è un atteggiamento folkloristico”, ma nasce dal desiderio di dedicarsi ai popoli serviti, e ha messo in guardia dal rischio di diventare “come alberi senza radici”, mentre chi custodisce il proprio legame “può essere anche trapiantato altrove e così portare nuovi frutti”. Il Papa ha invitato a confermare la motivazione interiore richiamando Elia, che Dio ha rialzato “indicandogli una meta certa e una strada sicura”. Quindi, ha chiesto di salire ogni giorno “sul vostro Oreb interiore”, ricordando che in ogni Rappresentanza “c’è una cappella, vero centro della vostra casa”. Infine, il Pontefice ha esortato a essere “pellegrini di speranza soprattutto là dove ai popoli mancano giustizia e pace”, affidando tutti agli Apostoli Pietro e Paolo e alla Vergine Maria.